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SCUOLA
NAZIONALE DI PERFEZIONAMENTO IN ALCOLOGIA
(300
ORE) Direttore
della Scuola
Paolo
E. Dimauro Responsabile
del Terzo Modulo
Guido
Guidoni Conclusioni
del III Modulo: Arezzo, 23-27 Novembre 2001
Dal 23 al
27 Novembre 2001 si è svolto ad Arezzo il III e conclusivo modulo della Scuola
Nazionale di Perfezionamento in Alcologia che ha visto la partecipazione di 28
Corsisti provenienti da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria,
Lombardia, Toscana, Sicilia. I Corsisti
ringraziano tutti gli enti organizzatori: A.C.A.T. Arezzo, A.C.A.T. Faganese,
A.C.A.T. Sandanielese, A.R.C.AT. Toscana, A.R.C.A.T. Friuli Venezia Giulia,
Azienda U.S.L. 8 Arezzo Dipartimento delle Dipendenze, U.O. Gastroenterologia,
A.I.C.A.T., Scuola Europea di Alcologia e Psichiatria Ecologica e la Regione
Toscana per il patrocinio. Un
ringraziamento particolare va al Responsabile del terzo modulo Guido Guidoni, a
Paolo E. Dimauro, Direttore della Scuola Nazionale di Perfezionamento in
Alcologia, agli insegnanti che si sono alternati nel corso delle cinque giornate
(Mauro Travaglini, Marco Variara, Angela Tilli, Eugenio Castagnaro, Andrea
Quartini, Ennio Palesino, Marino Bertuletti, Giuliana Guidoni, Francesca
Morabito, Michele Sforzina, Angelo Tedioli) al Presidente dell’ARCAT Toscana
Giuseppe Interlandi ed infine alla professoressa Visnja Hudolin che ha dato la
consulenza scientifica ed alla quale si rinnova il ringraziamento e l’affetto
di tutti i corsisti e di tutti i docenti. Si deve
ancora ringraziare Maria Luisa Cucinelli, Donatella Frullano, Francesca Morabito,
Mauro Travaglini che hanno permesso un adeguato funzionamento della
Segreteria. Un grazie
particolare va a tutte le Famiglie dell’ACAT Arezzo per aver dato la
possibilità di incontrarci alla cena sociale di sabato. I
Corsisti, tenuto conto dei contenuti delle lezioni, delle riflessioni maturate
nelle discussioni in comunità e delle conclusioni dei gruppi autogestiti hanno
ritenuto di proporre le seguenti conclusioni: ·
Si riconosce l’importanza della Scuola Nazionale di
Perfezionamento in Alcologia per la formazione di secondo livello del Servitore-Insegnante. ·
Si ribadisce che il Club è una comunità multifamiliare
composta da famiglie con problemi alcolcorrelati e complessi ed un servitore
insegnante. Esso è base di tutti i
programmi alcologici realizzati secondo l’approccio ecologico sociale. Il
CAT è inserito nella comunità
locale, rappresenta un nodo fondamentale ed attivo della rete di protezione e
promozione della salute ed opera per cambiare la cultura sanitaria e generale
della comunità. I
Club promuovono la pace, la giustizia sociale, propongono un messaggio di vita,
di rispetto delle diversità in una visione di corresponsabilità planetaria. ·
Il tema della pace
è sempre stato presente nel pensiero del Professor Hudolin: in particolare sono
state ricordate alcune parti dell’ultima relazione che il Professore ci ha
lasciato a Grado e che in questo momento sono apparse di particolare
significato: “… I
club degli alcolisti in trattamento hanno portato pace, benessere, salute,
spiritualità e vita migliore a molte famiglie ed a molte comunità in tutto il
paese … …La
spiritualità antropologica attuale (o cultura sociale) nel mondo lascia molto a
desiderare: basti vedere l’aumento dell’uso delle sostanze psicoattive, dei
problemi alcolcorrelati e complessi, del terrorismo, delle guerre continue, la
mancanza di giustizia sociale e molti altri problemi. Noi, nei club degli
alcolisti in trattamento, dobbiamo prendere parte a iniziative per migliorare la
vita nelle nostre famiglie e comunità … ...
La salute non può essere protetta e promossa se non c’è la pace ... …
Bisogna sottolineare la necessità di lavorare per la pace, la pace interiore
dell’uomo, la pace nel cuore che poi si trasmetterà a livello famigliare,
comunitario, nazionale e planetario. Per
partecipare a questo processo di pace oggi e nel terzo millennio sarebbe bene
introdurre regolarmente nei programmi dei futuri convegni e congressi una
discussione sulla pace … …
La pace non può essere conquistata se prima di tutto non siamo in grado di
averla dentro di noi: una pace nel cuore …” ·
Anche per questi motivi si riconosce la necessità di favorire lo
sviluppo dei programmi alcologici territoriali secondo l’approccio ecologico-sociale in
tutto il mondo. ·
Si sottolinea l’importanza di introdurre il concetto di ricerca,
concepita secondo l’approccio ecologico sociale, a partire dalle Scuole
Alcologiche Territoriali di I modulo,
nei corsi di sensibilizzazione e in eventuali corsi monotematici che sarebbe
opportuno organizzare almeno su base regionale. La
ricerca deve essere considerata uno strumento che contribuisce al cambiamento ed
è patrimonio dei Club e di tutti i suoi membri. Si considera necessaria, come
strumento di visibilità, la costituzione di una banca dati su base locale,
regionale e nazionale. Ogni Club attraverso la Scheda Club può
costruirsi la propria banca dati:
da essa si potrà rilevare immediatamente l’andamento generale del Club,
l’adesione alla metodologia ecologico-sociale, i risultati ottenuti non solo
come sobrietà ma anche come cambiamento della qualità della vita di tutti i
membri di Club. ·
Il club è assolutamente autonomo ma accettando il principio dell’”interdipendenza”
si impegna a collaborare anche attraverso le sue associazioni locali (ACAT,
APCAT, ARCAT) con le altre Agenzie presenti sul territorio per lo sviluppo dei
programmi alcologici territoriali. Il
Centro Alcologico Territoriale Funzionale, nelle realtà dove sia possibile attivarlo, è la sintesi di tale
collaborazione e serve ad attivare progetti condivisi, portati avanti da gruppi
di lavoro che si sciolgono al raggiungimento dell’obiettivo prefissato. ·
Al fine di affrontare e superare le varie difficoltà che si
incontrano nello sviluppo dei programmi alcologici territoriali
è importante ricercare soluzioni coerenti con l’approccio ecologico sociale
quali la rotazione delle cariche, la realizzaione di programmi di formazione ed
aggiornamento, la centralità del club nel sistema e la territorializzazione dei
programmi: in particolare a tal proposito è opportuno che come avviene per i
club che devono moltiplicarsi all’ingresso della 13° famiglia, allo stesso
modo è opportuno che anche le ACAT si moltiplichino quando si forma il 13°
Club. ·
La formazione e l’aggiornamento costituiscono insieme al club il centro
dell’approccio ecologico-sociale. A tal proposito riveste particolare
importanza il Documento Nazionale sulla Formazione approvato all’unanimità
dal Consiglio Direttivo dell’AICAT ad Assisi nel maggio 2001. E’ necessario
che tale documento sia diffuso a tutti i club ed acat e sia ben conosciuto
studiato ed approfondito. Fra
i vari aspetti di quanto riportato in tale documento si ribadisce l’importanza
della seguenti precondizioni: -
essere servitore-insegnante per poter svolgere un compito di insegnamento nei
programmi di formazione e aggiornamento (ad eccezione della possibilità che
alcuni argomenti di carattere molto specifico siano affidati anche a persone che
non sono servitori-insegnanti) - aver concluso, anche con la discussione della tesi, la Scuola Nazionale di Perfezionamento in Alcologia per poter essere richiesto come direttore di un corso di sensibilizzazione ·
Al fine di permettere l’armonizzazione dei programmi a livello
nazionale e di
favorire lo scambio ed il confronto fra le varie realtà si propone che i
direttori dei corsi di sensibilizzazione non debbano essere richiesti tra quelli
presenti nella realtà dell’ente organizzatore e che in occasione di
successivi corsi organizzati nella stessa realtà siano scelti direttori
differenti. Inoltre anche altri
conduttori dei gruppi ed insegnati devono in parte provenire da
varie regioni. ·
La definizione di servitore-insegnante costituisce di per sé un impegno etico e una
assunzione specifica di responsabilità della persona che accetta di entrare nel
club, al servizio della famiglie e della comunità. In
particolare, egli accetta l’impegno di attivarsi, secondo i propri tempi,
nella realizzazione delle Scuole Alcologiche Territoriali di primo, secondo e
terzo modulo. A
tal riguardo è emersa una assoluta carenza nella realizzazione delle scuole
alcologiche territoriali di III modulo per cui si sottolinea la necessità prioritaria dei servitori insegnanti
nei confronti della comunità locale di organizzarne quante più possibile in
tempi brevi. ·
In considerazione del fatto che il concetto e l’attività specifica
inerente la supervisione necessitano di un ulteriore approfondimento metodologico, che si auspica
possa essere realizzato quanto prima, l’autosupervisione
(riunione mensile dei servitori-insegnanti) deve essere effettuata con regolarità
da tutti i servitori-insegnanti. La reiterata assenza a tale impegno mensile da
parte di un servitore insegnante costituisce un problema di etica del
comportamento del servitore-insegnante che deve essere affrontato e risolto o,
in alternativa egli deve lasciare il servizio al Club. L’autosupervisione
è importante momento di conoscenza, scambio umano ed esperienziale a
disposizione dei servitori-insegnanti. E’
anche opportuno che le Famiglie siano a conoscenza del percorso formativo (in
senso ampio) del servitore-insegnante. ·
Si ribadisce la necessità di uno studio sistematico della letteratura
sull’approccio ecologico-sociale, con particolare riferimento ai numerosi
scritti del Prof. Hudolin, affinché un numero sempre maggiore di persone
possiedano una conoscenza approfondita dei vari argomenti della metodologia. Immancabilmente
il nostro pensiero va al
Prof. Vladimir
Hudolin,
indimenticabile maestro di vita. Le
presenti conclusioni verranno inviate all’A.I.C.A.T., a “Camminando
Insieme” per l’opportuna diffusione anche attraverso i siti internet dell’AICAT,
dell’ARCAT Toscana e della Newsletter |
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