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CONCLUSIONI DEL QUARTO CORSO MONOTEMATICO DELL’AMIATA SU “L’APPROCCIO FAMILIARE NEI CLUB DEGLI ALCOLISTI IN TRATTAMENTO E IL CENTRO ALCOLOGICO TERRITORIALE FUNZIONALE”. Venerdi 20 e sabato 21 settembre 2002 presso il Castello Aldobrandesco di Arcidosso si è tenuto il quarto corso Monotematico dell’ Amiata su : “L’approccio familiare nei Club degli Alcolisti in Trattamento e il Centro Alcologico Territoriale Funzionale” organizzato dalle ACAT dell’Amiata di Grosseto, dal Comune di Arcidosso, dal Centro Alcologico Territoriale dell’Amiata, dalle Organizzazioni del Volontariato di Arcidosso, dal Dipartimento di Salute Mentale ASL 9 di Grosseto, dall’ARCAT Toscana e dall’AICAT. Al corso hanno partecipato 50 corsisti provenienti dalle province di Grosseto, Livorno, Siena, Genova, Brescia, Belluno, Perugia, Arezzo. Si ringraziano la Segreteria organizzativa, il Direttore del Corso Dott. Corlito, i Docenti Dott. De Sandre e Dott. Vichi e tutti i partecipanti i quali hanno reso possibile il successo di questa iniziativa, sotto il profilo dei risultati sia professionali che umani.. Ricordiamo sempre con profondo affetto e gratitudine il Professor Vladimir Hudolin e la Prof. Visnja Hudolin: senza il loro impegno di tutta una vita non sarebbe stato possibile realizzare questo corso, così come i programmi in tutta Italia, in Croazia e nel resto del mondo. Il Corso, che ha visto il coinvolgimento di servitori-insegnanti e membri delle Associazioni di Volontariato della zona si è riconosciuto nelle seguenti conclusioni, che sono emerse dalle lezioni teoriche, dalle discussioni dei Gruppi Autogestiti e dalle discussioni in comunità. 1- Si ribadisce la centralità del Club come comunità delle famiglie , nel sistema ecologico-sociale ed anche nella costruzione della Rete Sociale. 2- L’approccio ecologico-sociale rivolge particolare attenzione al cambiamento della cultura sociale esistente, cioè alla spiritualità antropologica come parte determinante della vita della persona, della famiglia e della comunità: nella spiritualità antropologica rientrano i valori culturali, sociali, etici, di equità e giustizia sociale. 3- Si ribadisce l’importanza dell’approccio familiare, cioè della partecipazione e della frequenza di tutto il nucleo familiare (quindi anche dei bambini) al Club, intendendo per famiglia anche la famiglia allargata, composta cioè da tutti coloro con cui la famiglia con problemi alcol-correlati ha rapporti significativi. Anche le famiglie composte da una sola persona hanno una rete di relazioni che può essere individuata e coinvolta nel percorso di crescita e maturazione proposto dal Club. 4- Le famiglie dei Club devono essere formate ed aggiornate nelle Scuole Alcologiche Territoriali che devono essere attive su tutto il territorio. A tal fine si deve mirare ad organizzare con regolarità Scuole Alcologiche Territoriali di 1° modulo (per la formazione ed informazione delle nuove famiglie dei Club), di 2° modulo (per l’aggiornamento delle famiglie già inserite nei Club), di 3° modulo (per l’informazione e la sensibilizzazione delle famiglie della comunità). 5- La formazione e l’aggiornamento dei servitori-insegnanti si confermano come elementi vitali del sistema ecologico-sociale: l’Associazione Regionale e le Associazioni locali, in quanto strumenti al servizio dei Club devono garantire la continuità e tendere all’omogeneità dei programmi formativi e la loro adeguatezza in base ai bisogni di crescita del sistema ecologico-sociale. Si ribadisce la necessità di un programma di formazione e aggiornamento sempre più capillare sul territorio. Ogni servitore- insegnante deve partecipare ai programmi di aggiornamento almeno in 6 occasioni in un anno. 6- Si ribadisce l’importanza della partecipazione agli incontri di interclub e ai congressi locali e nazionali ed in particolare: - l’ XI Congresso Nazionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento che si svolgerà a San Teodoro (Sardegna) dal 4 al 6 Ottobre 2002. - l’ XI Congresso di Spiritualità Antropologica ed Ecologia Sociale che si svolgerà ad Assisi nel Maggio 2003. 7- Si pone, inoltre, all’attenzione dei partecipanti il Corso Monotematico Regionale che si terrà a Siena il 7-8 Dicembre 2002 con tema “L’Approccio ecologico-sociale”. 8- Vista l’esperienza positiva di questi Corsi Monotematici si è deciso di dare un’ulteriore continuità a questa iniziativa con cadenza annuale fissando la prossima data per venerdi 19 e sabato 20 settembre 2003 presso il Castello Aldobrandesco di Arcidosso, comunicando ciò all’Associazione Regionale in modo tale che venga inserita nel calendario dei Corsi che si organizzeranno nel 2003. E’ richiesto in tal senso un rinnovo dell’impegno al Comune di Arcidosso.- 9- Dalla discussione è emerso che per fare un buon lavoro all’interno dei Club è importante la continuità nell’aggiornamento e nella formazione, oltre a tenere contatti con gli enti locali e le organizzazioni di volontariato, avere un buon approccio familiare ed un clima empatico nel Club, per cui si propone come tema del quinto Corso Monotematico dell’Amiata: “Le Scuole Alcologiche Territoriali ed il Centro Alcologico Territoriale Funzionale”. 10- Il Corso ha suscitato grande interesse e voglia di approfondimento anche nei cittadini che hanno partecipato pur non avendo precedentemente un Corso di Sensibilizzazione. Quindi si propone la realizzazione di un Corso di Sensibilizzazione sull’Amiata entro l’anno 2003, obiettivo presente già nelle conclusioni del Corso di Sensibilizzazione fatto a Follonica nel marzo scorso , invitando tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa. 11- L’obiettivo è rinnovare i programmi territoriali, in particolare quello dell’Amiata, con lo scopo di rafforzare la rete dei Club, moltiplicandoli in modo da costituire almeno un club per comune. 12- Sono stati riconosciuti come strumenti principali del rapporto tra Club e rete territoriale le Scuole Alcologiche Territoriali di terzo modulo e l’Interclub organizzato in modo da coinvolgere le varie figure significative presenti nella Comunità e le Istituzioni. Si propone quindi che all’interno delle ACAT presenti al Corso Monotematico si attivi una riflessione per la realizzazione delle iniziative sopra menzionate. 13- Durante lo svolgimento del Corso è stata ribadita l’importanza di una reale collaborazione fra pubblico e privato. La cooperazione che si realizza fra le diverse agenzie deve rispettare le peculiarità, l’autonomia e le competenze specifiche di ogni parte. Deve essere chiara a tal proposito la distinzione tra cooperazione ed integrazione. Si è evidenziato, inoltre, che si realizza una cooperazione informale nel fatto che molti membri dei club fanno parte di istituzioni pubbliche creando spontaneamente occasioni di sensibilizzazione. Un punto concreto e quotidiano tra Club e servizi pubblici viene impersonificato dai servitori- insegnanti che ricoprono anche ruoli specifici nei servizi. 14- Il Centro Alcologico Territoriale Funzionale rappresenta la concretizzazione di un sistema di coordinamento di rete a livello di comunità, con le diverse istituzioni pubbliche e private che, unite in un rapporto di stretto e costante cooperazione, realizzano programmi di protezione e promozione della salute rispettando le reciproche specificità. 15- Il Centro Alcologico Territoriale Funzionale va concepito non come una istituzione od una struttura, ma come l’insieme coerente e finalizzato delle risorse che in una comunità locale sono a disposizione dei programmi per l’approccio ai problemi alcol-correlati e complessi. Il Centro Alcologico Territoriale Funzionale organizza le risorse che provengono dal volontariato e quelle pubbliche (in particolare i servizi di alcologia) in un progetto comune e condiviso con l’obiettivo di una modificazione della cultura sanitaria e generale della comunità, che si persegue attraverso la territorializzazione del lavoro e la valorizzazione delle risorse umane della comunità. Le sue finalità sono: - La prevenzione primaria; - La territorializzazione dei C.A.T. e l’attivazione dei nuovi servitori-insegnanti; - La formazione ed aggiornamento delle famiglie dei C.A.T. attraverso l’organizzazione delle scuole alcologiche territoriali; - La formazione ed aggiornamento dei servitori- insegnanti; - La ricerca, raccolta ed elaborazione dei dati; - l‘attività editoriale e bibliotecaria; - la supervisione dei programmi alcologici territoriali. I vantaggi di questa modalità operativa sono: - un migliore coordinamento delle risorse formali ed informali a livello microterritoriale (singole comunità locali) e a livello provinciale. - Una piena e consapevole attivazione di tutte le persone coinvolte (alcolisti in trattamento, familiari, servitori- insegnanti) nella realizzazione delle singole attività previste dal programma. 16- Si propone quindi alle ACAT che ancora non hanno un Centro Alcologico Territoriale Funzionale di adoperarsi per costituirlo, mentre nelle realtà in cui è presente è necessario verificarne l’organizzazione. In particolare occorre quanto prima convocare un’Assemblea di tutti gli interessati per rifondare il Centro Alcologico Territoriale Funzionale dell’Amiata. 17- Durante lo svolgimento del corso abbiamo più volte riflettuto sulle preoccupanti vicende internazionali di questo specifico momento, ribadendo il valore della PACE e la necessità dell’impegno personale di ognuno a tal fine. Proponiamo, quindi, che ogni ACAT organizzi un Interclub e Scuole Alcologiche Territoriali sul tema della PACE. 18- E’ utile dar massima pubblicità a queste conclusioni inviandole alla rivista “Camminando insieme”, alla stampa locale ed al sito internet dell’ARCAT Toscana (www.arcattoscana.org.). Arcidosso 21/09/2002 |
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