|
|
|
1°
CORSO MONOTEMATICO NAZIONALE PER SERVITORI-INSEGNANTI DI CLUB ETICA
NEI PROGRAMMI ALCOLOGICI PER IL NUOVO MILLENNIO Secondo
l’approccio ecologico-sociale proposto dal professor VLADIMIR HUDOLIN Cecina 1 – 2 –
3 giugno 2001
Al
corso, organizzato dall’AICAT, dalle ARCAT Friuli Venezia Giulia, Lombardia,
Puglia e Toscana e dall’ACAT Bassa Val di Cecina, hanno partecipato 56
corsisti provenienti dalla Basilicata, dalla Campania, dal Friuli Venezia
Giulia, dalla Liguria, dalla Lombardia, dalle Puglie, dalla Toscana, dal
Trentino e dal Veneto. Il clima di profonda collaborazione che si è creato tra i partecipanti
ha permesso una discussione ampia e approfondita che, attraverso le relazioni
introduttive, i momenti di lavoro in gruppo e di discussione in comunità, a
partire dalle conclusioni del IX Congresso di Spiritualità Antropologica ed
Ecologia Sociale svoltosi ad Assisi nel maggio ultimo scorso, ha toccato i
diversi aspetti del sistema
ecologico-sociale in relazione all’etica. Ringraziamo la professoressa Hudolin per il prezioso contributo della
sua consulenza scientifica nella predisposizione del programma del corso.
Durante le giornate di lavoro insieme il nostro pensiero è andato spesso al
professor Hudolin e a tutto quello che la sua genialità e il suo cuore ci hanno
lasciato. Ringraziamo inoltre il direttore del corso Giuseppe Corlito ed i
codirettori Riccardo Agostini, Giovanni Aquilino e Michele Sforzina per il
lavoro svolto al servizio dei partecipanti e di tutto il sistema. Un
ringraziamento va anche alle ARCAT Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Puglia e
Toscana e all’ACAT Bassa Val di Cecina che hanno organizzato il corso e, in
particolare ai membri della segreteria organizzativa Edgardo Bellezza, Maria
Cercignani, Maria Antonia Papapietro e Angelo Tedioli. E’ stata
particolarmente significativa la partecipazione al corso del Presidente AICAT
Ennio Palmesino. Si ringrazia inoltre la Conferenza dei Sindaci della Bassa Val
di Cecina che ha patrocinato l’iniziativa e, in particolare, il Comune di
Cecina che ci ha messo a disposizione la sede. Un speciale ringraziamento va
alle famiglie dell’ACAT Bassa Val di Cecina per l’accoglienza e la
disponibilità concretizzatesi nel condividere con i partecipanti al corso lo
spazio dell’interclub. Le premesse erano quelle di iniziare un dibattito sulla questione e il
corso ha tenuto fede alle aspettative perché ha dato ai partecipanti la
possibilità di approfondire il tema dell’etica, sia rispetto al significato
sia all’importanza che questa riveste per la vita del sistema
ecologico-sociale. I corsisti hanno vissuto la corresponsabilità del buon andamento del
corso, cosa che ha permesso la sua riuscita, utilizzando al meglio la struttura
del corso: i gruppi autogestiti sono stati la sede dell’espressione dei punti
di vista parziali di ciascuno, anche nella loro diversità, la discussione
plenaria ha portato a livello unitario le diverse posizioni ed ha pacificato le
tensioni. Ciò attesta il buon livello del comportamento etico dei partecipanti
e quindi dei servitori-insegnanti e delle famiglie ed il loro amore per
l’intero sistema ecologico-sociale. L’importanza e la delicatezza del tema trattato e la ricchezza della
discussione che si è prodotta non consentono una facile riduzione a sintesi; si
auspica pertanto la possibile pubblicazione degli atti del corso per dare
un’opportuna diffusione ai contenuti emersi dallo stesso, le cui conclusioni
assolutamente non si pongono come punto di arrivo, ma come un abbrivio per il
proseguimento di una ricerca costante e rigorosa per il futuro dei programmi. Il
tema caratterizzante i vari aspetti della discussione è stato il seguente: come
individuare i principi etici che noi sappiamo esistere nella metodologia e come
trovare il cammino che più ci avvicina alla realizzazione di questi principi;
infatti dall’esperienza di tutti è emerso un divario tra i principi etici
insiti nell’approccio ecologico-sociale e la loro quotidiana pratica. A
questo proposito è stata sottolineata l’importanza di darsi dei momenti
all’interno dei quali riflettere e confrontarci con continuità su questi
temi, sia nel lavoro del Club, dell’Interclib e delle Scuole Alcologiche
Territoriali, sia negli ambiti di formazione e aggiornamento. Un’altra
importante questione è emersa inizialmente rispetto ai termini “codice” e
“regole”, soprattutto per il concetto di rigidità e di immutabilità
che questi possono evocare. La discussione ha sottolineato invece
l’inevitabilità che anche il codice etico, in quanto parte di un sistema
vivente, abbia caratteristiche di continua evoluzione in base alle esigenze di
crescita e maturazione del sistema stesso. Si
riportano alcune delle considerazioni più significative emerse dal lavoro dei
gruppi: ·
Etica e
spiritualità antropologica sono due concetti complementari; non c’è
spiritualità senza etica e viceversa (Vl.Hudolin 1997) ·
Etica è vivere i principi
ispiratori del club. ·
L’etica del club trova un suo
complemento in rapporto al benessere della comunità di appartenenza. ·
L’etica del servitore insegnante
deriva dal suo vissuto personale e dalla sua formazione, ma si alimenta e si
rinnova nel confronto con gli altri e quindi l’etica diventa coerenza di vita
nel Club e nella comunità. ·
Il servitore-insegnante deve
continuamente riflettere sulle proprie scelte e sul proprio comportamento e
confrontarsi con le famiglie all’interno del Club e con gli altri
servitori-insegnanti nella riunione mensile. ·
Ogni servitore insegnante ha la
responsabilità condivisa con gli altri di mantenere e far crescere il sistema. ·
L’etica dell’associazione è
servire il mondo dei club, contribuendo al cambiamento della spiritualità
antropologica della comunità, tramite la promozione dell’approccio
ecologico-sociale. Pone attenzione ai problemi e alle proposte delle famiglie,
mettendo in pratica i principi dell’approccio ecologico-sociale. ·
L’etica della condivisione ci
suggerisce che si tende al “meglio”, superando la contrapposizione tra
“bene” e “male”, confidando nelle risorse della persona e praticando
l’etica della fiducia per tendere all’amore. ·
Nell’associazione è importante
che ognuno sia consapevole del proprio ruolo e lavori per tutti e non per i
propri scopi, desideri, bisogni di gratificazione. ·
L’etica comporta anche
trasparenza e massima circolazione delle informazioni a
tutti i livelli. ·
E’ necessario prevedere una
rotazione puntuale degli incarichi, ricordando che si può essere al servizio
anche quando non si hanno incarichi. ·
La corresponsabilità è un
principio etico che va esercitato nel sistema e nella comunità. ·
I nostri comportamenti sono il
fermento attraverso il quale contribuire a far emergere le potenzialità di
tutta la comunità. ·
Il tempo è un elemento importante
anche per lo sviluppo etico della comunità. ·
Di fronte a comportamenti che
riteniamo non etici possiamo solo porre il problema all’attenzione degli
interessati e riflettere ed agire per rendere sempre più etici i nostri
comportamenti, dando il proprio contributo alla promozione del cambiamento. ·
L’etica dell’associazione si
fonda sull’etica della persona, della famiglia, dei club. ·
I principi etici sono uguali per
l’intero sistema e tutti ne siamo responsabili. Visto
l’andamento del corso e l’interesse mostrato dai partecipanti e data
l’ampiezza del tema affrontato, si ravvisa la necessità di rendere annuale
l’appuntamento. A
tale proposito l’ARCAT Puglia si impegna ad organizzare il secondo corso
monotematico nazionale sull’etica nei programmi alcologici territoriali per
l’anno 2002. Le
presenti conclusioni vengono inviate a tutte le ARCAT
perché possano avere la massima diffusione in tutte le ACAT e in tutti i
Club e alla rivista Camminando Insieme per la loro pubblicazione.
|
|
|