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Dal 1964 i Club nel Mondo

5°Congresso ARCAT Toscana

Alcol e guida
Eurocare: Cinque fatti su alcol e salute

 

Documento approvato, all’unanimità dei presenti,  

dal Consiglio Direttivo AICAT del 5 maggio 2001, Assisi.

 DOCUMENTO GRUPPO NAZIONALE DI LAVORO SULLA FORMAZIONE

 Principali fonti per la stesura:

-         gli interventi del Prof. Hudolin riportati nel verbale del primo incontro di Monselice del 1994;

-         Vl.Hudolin, Sofferenza multidimensionale della famiglia Eurocare, Padova, 1995;

-         Vl. Hudolin, Professionalità e personalità del servitore-insegnante e Chi sono gli insegnanti: la formazione del servitore e dell’insegnante nel sistema. La professionalità e la personalità del servitore e dell’insegnante in G. Merigo, A. Schiavi, S. Cecchi, G. Monesi, Ricominciare insieme, Brescia, Centro Alcologico Bresciano e Cassapadana, 1997 (pagg. 32-37)

-         Atti del Corso nazionale di Trieste: 31 Maggio 1-2 Giugno 1996;

  

La formazione e l’aggiornamento rappresentano, insieme ai Club, il perno del sistema ecologico-sociale nei programmi territoriali; ambedue servono alle famiglie e ai servitori insegnanti, cioè servono ai Club degli Alcolisti in Trattamento e alla comunità  locale.

La formazione e l’aggiornamento delle famiglie, dei servitori-insegnanti e della comunità devono essere uniformi su tutto il territorio nazionale, e anche all’estero.

Nell’ambito del sistema ecologico sociale, la formazione e l’aggiornamento non si esauriscono con gli aspetti tecnici e metodologici, ma implicano l’inizio di un cambiamento del proprio stile di vita.

E’ opportuno che la formazione e l’aggiornamento siano organizzati sul territorio.

“La formazione e l’aggiornamento devono rimanere saldamente nelle mani del sistema e svolte da insegnanti professionali o volontari non professionali formati ed aggiornati".

” (Sofferenza multidimensionale della famiglia, pg.163).

E ancora: “Dobbiamo fare qualcosa che sarà gestito dall’AICAT, la quale non può gestire la parte professionale né i bisogni delle famiglie, ma solo garantirne la fattibilità.”  (Vl Hudolin: verbale Monselice ’94)

Le famiglie e i servitori che decidono di avvalersi di un approccio diverso, individualizzato, un programma terapeutico in senso tradizionale, sono liberi di abbandonare il club, “ma non è accettabile lasciarli distruggere il sistema ecologico sociale organizzato, introducendo nel sistema altri programmi o loro parte.” (Vl Hudolin: verbale Monselice ’94)

 

I formatori

“Con la costante crescita dei Club degli alcolisti in trattamento e lo sviluppo del sistema ecologico e sociale sono aumentati sempre di più, a livello territoriale e nazionale, i problemi che riguardano il coordinamento del lavoro: l’organizzazione e la realizzazione pratica della formazione e dell’aggiornamento delle famiglie e dei servitori ed insegnanti, su tutti i livelli, presentava nel passato, e ancor oggi, le più gravi difficoltà. Una parte di questi problemi è legata al lavoro delle Associazioni e delle istituzioni pubbliche e private. Sia le istituzioni pubbliche sia le associazioni possono cercare di appropriarsi dei Club.

Una volta che il sistema ecologico e sociale è cresciuto (si parla di 2500 Club in Italia), iniziano a presentarsi problemi di mobilitazione di un numero adeguato di servitori ed insegnanti, disponibili ed aggiornati. Anche se si volesse organizzare il trattamento esclusivamente con i servitori professionali, questo, dal punto di vista pratico ed economico, non sarebbe possibile…..Sarebbe bene che gran parte di questo lavoro fosse svolta da insegnanti territoriali e che nell’insegnamento fossero inseriti quanti più possibile volontari non professionali…... Bisogna altresì sottolineare che gli insegnanti provenienti dai gruppi professionali, se ben preparati e disponibili, sono fra i migliori.” (Vl. Hudolin, Professionalità e personalità del servitore-insegnante)

Resta il fatto che l’organizzare tutto l’insegnamento con i professionisti comporta il rischio di una medicalizzazione e di un aumento dei costi, tali da impedire l’entrata in trattamento di molte famiglie. “Col tempo si è dimostrato che gli operatori non professionali, specialmente se si prendevano cura della propria formazione e dell’aggiornamento, ‘funzionavano’ molto bene. Ora lo stesso problema si ripresenta con il suggerimento di una introduzione più massiccia di insegnanti non professionali.” (Vl. Hudolin, Chi sono gli insegnanti: la formazione del servitore e dell’insegnante nel sistema. La professionalità e la personalità del servitore e dell’insegnante)

In conclusione, “la maggior parte dell’insegnamento può e dovrebbe essere svolto dagli insegnanti volontari non professionali” (Vl. Hudolin, Professionalità e personalità del servitore-insegnante)

Ogni servitore è anche insegnante e quindi i formatori sono servitori professionali o volontari non professionali formati ed aggiornati con riferimento alle precondizioni per l’insegnamento secondo quanto emerso dalle conclusioni nel corso di Trieste (31 Maggio 1-2 Giugno 1996):

Insegnanti nella scuola alcologica territoriale: un Corso di sensibilizzazione, il lavoro come servitore-insegnante in un club degli alcolisti in trattamento, regolarità alle riunioni territoriali mensili dei servitori-insegnanti, un continuo aggiornamento e saltuariamente un aggiornamento specifico che dovrebbe servire anche come forma di supervisione.

Conduttori dei gruppi nei corsi di sensibilizzazione: un Corso di sensibilizzazione, il lavoro come servitore-insegnante in un club degli alcolisti in trattamento, regolarità alle riunioni territoriali mensili dei servitori-insegnanti, un continuo aggiornamento e saltuariamente un aggiornamento specifico, essere stato almeno una volta inserito nel Corso di sensibilizzazione come coconduttore di gruppo. I conduttori devono essere proposti dagli organizzatori del Corso e accettati dal direttore del Corso stesso.

Co-conduttori dei gruppi ai corsi di sensibilizzazione: un Corso di sensibilizzazione, il lavoro come servitore-insegnante in un club degli alcolisti in trattamento, regolarità alle riunioni territoriali mensili dei servitori-insegnanti, un continuo aggiornamento e saltuariamente un aggiornamento specifico. Devono essere proposti dagli organizzatori del Corso e accettati dal direttore del Corso stesso.

Insegnanti ai Corsi di sensibilizzazione e ai Corsi di aggiornamento: un Corso di sensibilizzazione, che lavori come servitore-insegnante in un club degli alcolisti in trattamento, regolarità alle riunioni territoriali mensili dei servitori-insegnanti, un continuo aggiornamento e saltuariamente un aggiornamento specifico. Devono essere proposti dal direttore del corso e accettati dagli organizzatori. L’insegnante nel Corso di sensibilizzazione o aggiornamento può essere, per problemi particolari, un professionista noto al di fuori del sistema ecologico sociale. Gli insegnanti devono essere proposti dal Direttore del Corso e accettati dagli organizzatori.

Insegnanti nella scuola di perfezionamento (300 ore): un Corso di sensibilizzazione, essere servitore-insegnante in un club degli alcolisti in trattamento, regolarità alle riunioni territoriali mensili dei servitori-insegnanti, un continuo aggiornamento e saltuariamente un aggiornamento specifico. Gli insegnanti devono essere invitati dagli organizzatori della Scuola e accettati dal Direttore. Possono essere insegnanti anche altri professionisti noti per materie specifiche. Anche questi devono essere invitati dagli organizzatori della scuola e accettati dal Direttore.

Direttori dei Corsi di sensibilizzazione, degli altri corsi di aggiornamento, della Scuola di perfezionamento (300 ore): devono possedere tutte le qualità degli insegnanti già descritte e devono essere scelti ed invitati dagli organizzatori.

“Un problema specifico viene dalla necessità di preparazione dei direttori dei corsi e della loro scelta. Finora provenivano sempre dall’ambito dei professionisti, con la condizione che abbiano partecipato alla Scuola delle 300 ore.

Si dovrebbe discutere sulla possibilità di designare i direttori dei Corsi di sensibilizzazione da parte di un comitato formato dagli insegnanti territoriali, professionali o volontari non professionali, con la presenza delle famiglie e delle Associazioni, fermo restando che i direttori devono avere l’attestato di partecipazione della Scuola delle 300 ore e devono essere attivi come servitori-insegnanti nei Club e presenti nelle riunioni mensili dei servitori territoriali.” (Vl. Hudolin Corso 31 maggio 1-2 giugno 1996 – atti – pagg. 46 e 47; Vl. Hudolin, Professionalità e personalità del servitore insegnante, in: Ricominciare insieme, pag. 34)

Tali precondizioni sono valide per tutti i servitori insegnanti: professionali e volontari non professionali.

 

Ogni servitore insegnante con il tempo diventa un professionista, anche se non si tratta di un lavoro medico: “Secondo la mia opinione, ogni servitore lavora con professionalità quando conosce le basi del problema di cui si occupa e quando si prepara seriamente nei programmi per la formazione e l’aggiornamento esistenti nel sistema.” (Vl. Hudolin, Professionalità e personalità del servitore-insegnante)

“L’operatore e l’insegnante, quando lavorano per il sistema, si rendono disponibili come volontari e pertanto per questo loro impegno non dipendono dalle istituzioni per le quali abitualmente lavorano” (Sofferenza multidimensionale della famiglia pag.163).

“E’ auspicabile che si formi un’equipe di insegnanti ogni 50-60 club più un certo numero che dovrebbe essere chiamato da fuori regione al fine di favorire lo scambio di esperienze, stimolare la crescita dei programmi territoriali, uniformare i programmi” (Vl Hudolin: verbale Monselice ’94 e Sofferenza multidimensionale della famiglia) 

Infine “Sulle qualità professionali - ogni servitore volontario diventa professionista - è relativamente facile discutere e stabilire delle regole. Ma, come decidere sulle qualità personali del servitore e come codificarle per una eventuale scelta dell’insegnante? Non abbiamo ancora trovato le risposte.”

“In verità, non possiamo standardizzare le caratteristiche personali, comportamentali del servitore, ma, in linea generale, egli dovrebbe essere in grado di suscitare l’empatia, di ascoltare, di non giudicare e di essere aperto a un contatto umano e a un cambiamento personale. Non c’è una risposta definitiva nemmeno alla ricorrente domanda se il servitore debba essere astinente: ogni servitore deve trovare la risposta per sé, nel contatto costante con le famiglie che soffrono per i problemi alcolcorrelati e complessi.

Per concludere, l’insegnante nel sistema ecologico sociale è un professionista o un volontario non professionale che, dopo una formazione di base ed un aggiornamento, e sulla base delle esperienze nel lavoro pratico nel Club degli alcolisti in trattamento, si dichiara disponibile all’insegnamento ai vari livelli del sistema, e che è stato proposto ed accettato come tale” (Vl. Hudolin, Chi sono gli insegnanti: la formazione del servitore e dell’insegnante nel sistema. La professionalità e la personalità del servitore e dell’insegnante)

  

La formazione e l’aggiornamento dei servitori-insegnanti

La formazione di base si realizza con la settimana di sensibilizzazione attualmente denominata “Corso di sensibilizzazione all’approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi (Metodo  Hudolin)”.

Lo scopo è quello della formazione di nuovi servitori insegnanti, che dovrebbero crescere del 30-40% ogni anno. Occorre infatti un numero adeguato di persone che entrano nei programmi perché questi possano svilupparsi continuamente.

In media occorre ogni anno un corso di sensibilizzazione ogni 50 club.

“Per lo svolgimento dei Corsi di sensibilizzazione dovrebbero essere previsti i direttori, i conduttori dei gruppi e gli altri insegnanti. A questo sviluppo ha dato aiuto la Scuola di perfezionamento in alcologia (Scuola delle 300 ore, o Corso per la formazione dei formatori).” (Vl. Hudolin, Professionalità e personalità del servitore-insegnante)

E’ consigliabile favorire quelle realtà dove i programmi sono meno sviluppati ed in generale chiamare come conduttori e accettare come coconduttori un certo numero delle persone che avendone i requisiti, vivono nelle zone dove esistono pochi club.

Il corso prevede una formazione di base di 50 ore, dal lunedì al sabato mattina.

Nel corso si inizia un percorso di motivazione e di cambiamento dei corsisti futuri servitori-insegnanti riuscendo al contempo a fornire le informazioni necessarie per il lavoro nei club.

 (Vl Hudolin:  Sofferenza multidimensionale della famiglia) 

 

Per l’aggiornamento sono previsti: i “sabati” di aggiornamento, i corsi di aggiornamento, i corsi monotematici, la scuola nazionale di perfezionamento in alcologia (300 ore), le riunioni mensili di autosupervisione dei servitori-insegnanti ed anche gli interclub e i convegni a tutti i livelli.

A questi incontri possono partecipare anche le famiglie dei club con i loro membri che non hanno fatto il corso di sensibilizzazione ad esclusione dei corsi di aggiornamento e della scuola delle 300 ore.

L’aggiornamento continuo è di fondamentale importanza per i servitori-insegnanti, in quanto i programmi alcologici sono dinamici e aperti ai cambiamenti dovuti allo sviluppo scientifico e delle organizzazioni sanitarie, alle esperienze pratiche maturate.

I “sabati” di aggiornamento: "Come già proposto, …., si tende a razionalizzare il processo di aggiornamento dei servitori-insegnanti con un corso di sei sabati all'anno a livello regionale, interregionale e territoriale": (Vl. Hudolin Corso 31 maggio 1-2 giugno 1996 – atti,. pag. 81): in ogni incontro viene discusso uno specifico argomento della metodologia, con l’obiettivo di rendere l’aggiornamento  facilmente accessibile ad un grande numero di servitori insegnanti. 

I corsi di aggiornamento per i servitori-insegnanti dovrebbero essere da loro frequentati almeno ogni 2 anni (con la stessa frequenza del  2° modulo della SAT con le famiglie già in programma).

Sono organizzati su 2 giorni e mezzo residenziali e vi dovrebbero essere inseriti contenuti riguardanti aspetti della metodologia sviluppatisi negli ultimi anni ed anche una parte pratica con l’introduzione di una  Scuola alcologica territoriale; la loro articolazione è proposta nel testo Sofferenza multidimensionale della famiglia ( pag 122-124).

I corsi monotematici riguardano un tema specifico della metodologia (ad es. I programmi alcologici territoriali; L’approccio familiare; I problemi multidimensionali alcol-droga, alcol-disagio psichico; Il servitore-insegnante; ecc.).

Anch’essi sono organizzati su 2 giorni  o due giorni e mezzo.

Per quanto riguarda la struttura  anche dei corsi monotematici è opportuno fare riferimento al testo: Sofferenza multidimensionale della famiglia ( pag 122-136).

La riunione mensile di autosupervisione  è un momento in cui si parla dei problemi dei servitori-insegnanti nel loro lavoro nel club e non dei problemi specifici delle famiglie.

Oltre ad essere una supervisione reciproca dei servitori-insegnanti, attualmente è anche una autosupervisione dei programmi locali.

Anche questo è un momento di formazione e un servitore insegnate che non frequenta regolarmente la riunione mensile dovrebbe essere invitato a lasciare il club.

All’aggiornamento servono anche gli interclub locali, regionali, nazionali e i convegni nazionali ed internazionali, oltre naturalmente il leggere, lo scrivere e il ricercare.

La scuola nazionale di perfezionamento in alcologia (Scuola delle 300 ore) rappresenta la formazione di 2° livello; nella scuola sono inseriti servitori-insegnanti provenienti da tutto il Paese, che hanno così la possibilità di un confronto e di uno scambio di esperienze tra le varie regioni. I corsisti utilizzano la scuola anche come preparazione prima di inserirsi come insegnanti nei vari moduli della scuola alcologica territoriale e nei corsi di formazione ed aggiornamento dei servitori-insegnanti. (Sofferenza multidimensionale della famiglia pag.118 - 137) (Hudolin – verbale Monselice ’94 pag.3).

Essa è altresì di particolare importanza per la preparazione dei Direttori dei Corsi (Vl. Hudolin, Professionalità e personalità del servitore insegnante, in Ricominciare insieme)

La scuola è organizzata in 150 ore di teoria, suddivise in tre moduli residenziali non consecutivi di 50 ore ciascuno, e 150 ore di tirocinio pratico da svolgersi dopo l’iscrizione alla scuola nei programmi alcologici locali.

Per conseguire il diploma finale è richiesta la preparazione e la discussione di una tesi, seguita da un relatore, organizzata come ricerca sui problemi alcolcorrelati e complessi, oppure una descrizione delle esperienze del lavoro pratico, o una ricerca bibliografica.

Alla scuola possono partecipare quei servitori-insegnanti che abbiano almeno un anno di esperienza nel lavoro di Club, e che siano aggiornati.

Attualmente, per facilitare la partecipazione, sono stati ridotti i costi di iscrizione e  si sono organizzati i tre moduli dal venerdi al martedì in modo da comprendervi l’intero fine settimana. 

Ad oggi, è in atto una progressiva territorializzazione della scuola con l’apertura di sedi regionali, tenendo sempre come riferimento l’indicazione di una scuola ogni 500 club (Sofferenza multidimensionale della famiglia, pg. 137)..

Gli argomenti previsti, per l'insieme dei tre moduli, sono, rispettivamente:

- 1° modulo: Protezione e promozione della salute in relazione ai problemi alcol correlati e complessi, alcologia generale, alcologia medica e psichiatrica, lavoro di rete, epidemiologia, ricerca;

-  2° modulo: approcci teorici ai problemi alcol correlati e complessi; approccio ecologico sociale; diagnostica e trattamento dei problemi alcol correlati e complessi; il Club degli alcolisti in trattamento; difficoltà nel lavoro dei Club; il Club e il servitore- insegnante; alcol e giovani; alcol e donna;

-  3° modulo: I programmi alcologici territoriali, i centri alcologici, la supervisione, la multidimensionalità della sofferenza umana, la prevenzione ed educazione della salute, la spiritualità antropologica ed i problemi alcol correlati e complessi.

 

Una questione emersa a Monselice è la definizione di “formazione intermedia”, definita (Hudolin: verbale di Monselice '94) una formazione specifica per categorie difficilmente raggiungibili attraverso i Corsi di sensibilizzazione, ma che per le caratteristiche del loro lavoro dovrebbero avere adeguate informazioni pratiche sui problemi alcolcorrelati: ad esempio sacerdoti ed ufficiali militari.

La formazione e l’aggiornamento delle famiglie

Testi di riferimento per la formazione e l’aggiornamento delle famiglie:

..e allora come? di Laura Musso, completo dei lucidi ad esso collegati;

Alcol, piacere di conoscerti a cura del Centro Studi di Trento;

Vl Hudolin Sofferenza multidimensionale della famiglia, Eurocare, 1995

.

“La famiglia che inizia il trattamento ha necessità di una istruzione specifica in relazione ai comportamenti e problemi alcolcorrelati ed al funzionamento del club. Questo si fa sul territorio nelle scuole alcologiche territoriali…..”.

Possibilmente la scuola alcologica territoriale deve essere organizzata dal centro alcologico territoriale funzionale, e dove questo non esiste dall’Acat cercando la collaborazione del servizio pubblico.

“E’ sempre meglio che la formazione di base sia organizzata sul territorio, al di fuori delle normali sedute di club, e non nella sede di istituzioni sanitarie.”

“Se la seduta normale di club ne accoglie lo svolgimento, il lavoro di club si trasforma praticamente in una continua formazione”

“Se la formazione si svolge all’interno delle istituzioni sanitarie si tende inevitabilmente ad essere inclini a medicalizzare il programma ed i partecipanti possono diventare succubi delle istituzioni, ed invece di attivarsi nel cambiamento del comportamento cercano la soluzione del problema nella terapia medica;…” (Sofferenza multidimensionale della famiglia pag.116-119)

La scuola alcologica territoriale di 1° modulo serve per la formazione di base delle famiglie che entrano nei club. Si organizza ogni qualvolta ci sono 6-12 famiglie nuove; mediamente si organizzano 3 – 4 cicli all’anno di SAT di 1°modulo.

 Si svolge su 10 incontri di due ore condotti sempre da un  solo insegnante che risponde ai prerequisiti di cui sopra.

In ogni incontro viene  presentato il tema della serata sul quale viene fatta una discussione e possono essere usati strumenti didattici secondo la preparazione e la sensibilità dell’insegnante.

Argomenti dei 10 incontri: il concetto di salute; l’alcol e i suoi effetti; il bere e i problemi alcolcorrelati; il bere e la famiglia; il concetto di rete; il club cos’è e come funziona; il servitore-insegnante, le ricadute; l’Acat e il centro alcologico territoriale funzionale; i problemi complessi; la ricerca; la spiritualità antropologica.

Per le famiglie già in programma è necessario un aggiornamento sull’evoluzione e i cambiamenti della metodologia almeno ogni 2 anni, per questo si organizza la scuola alcologica territoriale di 2° modulo, la quale ha anche come obbiettivo quello di rinforzare la motivazione delle famiglie.

Viene organizzata in due incontri di due ore ciascuno o in un unico incontro di 4 ore nel fine settimana, anch’essa condotta da un unico servitore-insegnante ben aggiornato e preparato, come previsto nelle precondizioni già dette.

Viene trattato un unico argomento, soprattutto  fra quelli che rappresentano le innovazioni nella metodologia, o quegli aspetti che sono diventati un problema per una certa realtà locale (approccio familiare, le ricadute e gli abbandoni, i problemi complessi, la spiritualità antropologica,……). Prima viene fatta una introduzione all’argomento, poi il lavoro nei gruppi e quindi una presentazione dei lavori con discussione finale.

E’ opportuno organizzare insieme anche un programma sociale.

La scuola alcologica territoriale di 3° modulo, è organizzata per le famiglie della comunità con l’obbiettivo di sensibilizzare la comunità locale ai problemi alcolcorrelati. Per produrre un cambiamento nella cultura della comunità occorre organizzare con regolarità la scuola alcologica territoriale di 3° modulo.

E’ opportuno curare molto bene l’organizzazione e motivare quei leaders informali che possono a loro volta stimolare  un certo numero di persone a partecipare alla scuola.

Considerato che lo scopo della scuola di 3°modulo è quello di mettere in crisi alcuni luoghi comuni ed offrire la possibilità per un cambiamento dei propri punti di vista, è importante che l’insegnante sia ben preparato, che risponda a tutti i prerequisiti già detti, con una certa esperienza e buone capacità relazionali se non si vuole correre il rischio di limitare il valore di uno strumento utile a favorire i rapporti tra club e comunità locale.

La scuola si svolge in 2 serate secondo lo schema della presentazione generale, lavoro nei gruppi e discussione finale in plenaria, ricalcando in tempi sicuramente più brevi il percorso del corso di sensibilizzazione: serve quindi a provocare una messa in discussione dei propri pregiudizi  e comportamenti e stimolare l’inizio di un cambiamento, dare una informazione sui club e sui programmi alcologici territoriali organizzati su quel territorio, il tutto in un clima finale positivo di empatia fra i partecipanti.

 Come per i servitori-insegnanti anche le famiglie dei club possono aggiornarsi partecipando agli interclub, ai corsi monotematici, ai congressi e ai convegni.

  

Paolo E. DIMAURO Coordinatore

Paolo BARCUCCI

Flaviana CONFORTO

Guido GUIDONI

Giovanni MONESI

Franco MONTESANO

Michele SFORZINA

Angelo TEDIOLI

 

 

 

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