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Documento approvato, all’unanimità dei presenti,dal
Consiglio
Direttivo
AICAT del 5 maggio 2001, Assisi.
DOCUMENTO GRUPPO NAZIONALE DI LAVORO SULLA FORMAZIONE Principali fonti per la stesura: -
gli interventi del Prof. Hudolin riportati nel verbale del
primo incontro di Monselice del 1994; -
Vl.Hudolin, Sofferenza
multidimensionale della famiglia Eurocare, Padova, 1995; -
Vl. Hudolin, Professionalità
e personalità del servitore-insegnante e Chi sono gli insegnanti: la formazione del servitore e dell’insegnante
nel sistema. La professionalità e la personalità del servitore e
dell’insegnante in G. Merigo, A. Schiavi, S. Cecchi, G. Monesi, Ricominciare
insieme, Brescia, Centro Alcologico Bresciano e Cassapadana, 1997 (pagg.
32-37) -
Atti del Corso nazionale di Trieste: 31 Maggio 1-2 Giugno
1996; La formazione e l’aggiornamento rappresentano, insieme
ai Club, il perno del sistema ecologico-sociale nei programmi territoriali;
ambedue servono alle famiglie e ai servitori insegnanti, cioè servono ai Club
degli Alcolisti in Trattamento e alla comunità
locale. La formazione e l’aggiornamento delle famiglie, dei
servitori-insegnanti e della comunità devono essere uniformi su tutto il
territorio nazionale, e anche all’estero. Nell’ambito del sistema ecologico sociale, la formazione e
l’aggiornamento non si esauriscono con gli aspetti tecnici e metodologici, ma
implicano l’inizio di un cambiamento del proprio stile di vita. E’ opportuno che la formazione e l’aggiornamento siano
organizzati sul territorio. “La formazione e l’aggiornamento devono rimanere
saldamente nelle mani del sistema e svolte da insegnanti professionali o
volontari non professionali formati ed aggiornati". ” (Sofferenza
multidimensionale della famiglia, pg.163). E ancora: “Dobbiamo fare qualcosa che sarà gestito
dall’AICAT, la quale non può gestire la parte professionale né i bisogni
delle famiglie, ma solo garantirne la fattibilità.”
(Vl Hudolin: verbale Monselice ’94) Le famiglie e i servitori che decidono di avvalersi di un
approccio diverso, individualizzato, un programma terapeutico in senso
tradizionale, sono liberi di abbandonare il club, “ma non è accettabile
lasciarli distruggere il sistema ecologico sociale organizzato, introducendo nel
sistema altri programmi o loro parte.” (Vl
Hudolin: verbale Monselice ’94) I formatori
“Con
la costante crescita dei Club degli alcolisti in trattamento e lo sviluppo del
sistema ecologico e sociale sono aumentati sempre di più, a livello
territoriale e nazionale, i problemi che riguardano il coordinamento del lavoro:
l’organizzazione e la realizzazione pratica della formazione e
dell’aggiornamento delle famiglie e dei servitori ed insegnanti, su tutti i
livelli, presentava nel passato, e ancor oggi, le più gravi difficoltà. Una
parte di questi problemi è legata al lavoro delle Associazioni e delle
istituzioni pubbliche e private. Sia le
istituzioni pubbliche sia le associazioni possono cercare di appropriarsi dei
Club. Una
volta che il sistema ecologico e sociale è cresciuto (si parla di 2500 Club in
Italia), iniziano a presentarsi problemi di mobilitazione di un numero adeguato
di servitori ed insegnanti, disponibili ed aggiornati. Anche
se si volesse organizzare il trattamento esclusivamente con i servitori
professionali, questo, dal punto di vista pratico ed economico, non sarebbe
possibile…..Sarebbe bene che gran parte di questo lavoro fosse svolta da
insegnanti territoriali e che nell’insegnamento fossero inseriti quanti più
possibile volontari non professionali…... Bisogna altresì sottolineare che
gli insegnanti provenienti dai gruppi professionali, se ben preparati e
disponibili, sono fra i migliori.” (Vl.
Hudolin, Professionalità e personalità del servitore-insegnante) Resta
il fatto che l’organizzare tutto l’insegnamento con i professionisti
comporta il rischio di una medicalizzazione e di un aumento dei costi, tali da
impedire l’entrata in trattamento di molte famiglie. “Col tempo si è
dimostrato che gli operatori non professionali, specialmente se si prendevano
cura della propria formazione e dell’aggiornamento, ‘funzionavano’ molto
bene. Ora lo stesso problema si ripresenta con il suggerimento di una
introduzione più massiccia di insegnanti non professionali.” (Vl.
Hudolin, Chi sono gli insegnanti: la formazione del servitore e
dell’insegnante nel sistema. La professionalità e la personalità del
servitore e dell’insegnante) In
conclusione, “la maggior parte dell’insegnamento può e dovrebbe essere
svolto dagli insegnanti volontari non professionali” (Vl. Hudolin, Professionalità e personalità del servitore-insegnante) Ogni
servitore è anche insegnante e quindi i formatori sono servitori professionali
o volontari non professionali formati ed aggiornati con riferimento alle
precondizioni per l’insegnamento secondo quanto emerso dalle conclusioni nel
corso di Trieste (31 Maggio 1-2 Giugno 1996): Insegnanti nella scuola alcologica territoriale:
un Corso di sensibilizzazione, il lavoro come servitore-insegnante in un club
degli alcolisti in trattamento, regolarità alle riunioni territoriali mensili
dei servitori-insegnanti, un continuo aggiornamento e saltuariamente un
aggiornamento specifico che dovrebbe servire anche come forma di supervisione. Conduttori dei gruppi nei corsi di
sensibilizzazione: un Corso di sensibilizzazione, il lavoro come
servitore-insegnante in un club degli alcolisti in trattamento, regolarità alle
riunioni territoriali mensili dei servitori-insegnanti, un continuo
aggiornamento e saltuariamente un aggiornamento specifico, essere stato almeno
una volta inserito nel Corso di sensibilizzazione come coconduttore di gruppo. I
conduttori devono essere proposti dagli organizzatori del Corso e accettati dal
direttore del Corso stesso. Co-conduttori dei gruppi ai corsi di
sensibilizzazione: un Corso di sensibilizzazione, il lavoro come
servitore-insegnante in un club degli alcolisti in trattamento, regolarità alle
riunioni territoriali mensili dei servitori-insegnanti, un continuo
aggiornamento e saltuariamente un aggiornamento specifico. Devono essere
proposti dagli organizzatori del Corso e accettati dal direttore del Corso
stesso. Insegnanti ai Corsi di sensibilizzazione e ai Corsi
di aggiornamento: un Corso di sensibilizzazione, che lavori come
servitore-insegnante in un club degli alcolisti in trattamento, regolarità alle
riunioni territoriali mensili dei servitori-insegnanti, un continuo
aggiornamento e saltuariamente un aggiornamento specifico. Devono essere
proposti dal direttore del corso e accettati dagli organizzatori. L’insegnante
nel Corso di sensibilizzazione o aggiornamento può essere, per problemi
particolari, un professionista noto al di fuori del sistema ecologico sociale.
Gli insegnanti devono essere proposti dal Direttore del Corso e accettati dagli
organizzatori. Insegnanti nella scuola di perfezionamento (300
ore): un Corso di sensibilizzazione, essere servitore-insegnante
in un club degli alcolisti in trattamento, regolarità alle riunioni
territoriali mensili dei servitori-insegnanti, un continuo aggiornamento e
saltuariamente un aggiornamento specifico. Gli insegnanti devono essere invitati
dagli organizzatori della Scuola e accettati dal Direttore. Possono essere
insegnanti anche altri professionisti noti per materie specifiche. Anche questi
devono essere invitati dagli organizzatori della scuola e accettati dal
Direttore. Direttori dei Corsi di sensibilizzazione, degli
altri corsi di aggiornamento, della Scuola di perfezionamento (300 ore): devono
possedere tutte le qualità degli insegnanti già descritte e devono essere scelti ed invitati dagli organizzatori. “Un
problema specifico viene dalla necessità di preparazione dei direttori dei
corsi e della loro scelta. Finora provenivano sempre dall’ambito dei
professionisti, con la condizione che abbiano partecipato alla Scuola delle 300
ore. Si
dovrebbe discutere sulla possibilità di designare i direttori dei Corsi di
sensibilizzazione da parte di un comitato formato dagli insegnanti territoriali,
professionali o volontari non professionali, con la presenza delle famiglie e
delle Associazioni, fermo restando che i direttori devono avere l’attestato di
partecipazione della Scuola delle 300 ore e devono essere attivi come
servitori-insegnanti nei Club e presenti nelle riunioni mensili dei servitori
territoriali.” (Vl. Hudolin Corso 31
maggio 1-2 giugno 1996 – atti – pagg. 46 e 47; Vl. Hudolin, Professionalità
e personalità del servitore insegnante, in: Ricominciare insieme, pag. 34) Tali
precondizioni sono valide per tutti i servitori insegnanti: professionali e
volontari non professionali. Ogni
servitore insegnante con il tempo diventa un professionista, anche se non
si tratta di un lavoro medico: “Secondo la mia opinione, ogni servitore lavora
con professionalità quando conosce le basi del problema di cui si occupa e
quando si prepara seriamente nei programmi per la formazione e l’aggiornamento
esistenti nel sistema.” (Vl.
Hudolin, Professionalità e personalità del servitore-insegnante) “L’operatore e l’insegnante, quando lavorano
per il sistema, si rendono disponibili come volontari e pertanto per questo loro
impegno non dipendono dalle istituzioni per le quali abitualmente lavorano” (Sofferenza
multidimensionale della famiglia pag.163). “E’ auspicabile che si formi un’equipe di insegnanti
ogni 50-60 club più un certo numero che dovrebbe essere chiamato da fuori
regione al fine di favorire lo scambio di esperienze, stimolare la crescita dei
programmi territoriali, uniformare i programmi” (Vl
Hudolin: verbale Monselice ’94 e Sofferenza multidimensionale della famiglia)
Infine “Sulle qualità
professionali - ogni servitore volontario diventa professionista - è
relativamente facile discutere e stabilire delle regole. Ma, come decidere sulle qualità personali del servitore e come
codificarle per una eventuale scelta dell’insegnante? Non abbiamo ancora
trovato le risposte.” … “In verità, non possiamo
standardizzare le caratteristiche personali, comportamentali del servitore, ma,
in linea generale, egli dovrebbe essere in grado di suscitare l’empatia, di
ascoltare, di non giudicare e di essere aperto a un contatto umano e a un
cambiamento personale. Non c’è una risposta definitiva nemmeno alla
ricorrente domanda se il servitore debba essere astinente: ogni servitore deve
trovare la risposta per sé, nel contatto costante con le famiglie che soffrono
per i problemi alcolcorrelati e complessi. Per
concludere, l’insegnante nel sistema ecologico sociale è un professionista o
un volontario non professionale che, dopo una formazione di base ed un
aggiornamento, e sulla base delle esperienze nel lavoro pratico nel Club degli
alcolisti in trattamento, si dichiara disponibile all’insegnamento ai vari
livelli del sistema, e che è stato proposto ed accettato come tale” (Vl.
Hudolin, Chi sono gli insegnanti: la formazione del servitore e
dell’insegnante nel sistema. La professionalità e la personalità del
servitore e dell’insegnante) La formazione e
l’aggiornamento dei servitori-insegnanti
La formazione di base si realizza con la settimana di
sensibilizzazione attualmente denominata “Corso di sensibilizzazione
all’approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi (Metodo
Hudolin)”. Lo scopo è quello della formazione di nuovi servitori
insegnanti, che dovrebbero crescere del 30-40% ogni anno. Occorre infatti un
numero adeguato di persone che entrano nei programmi perché questi possano
svilupparsi continuamente. In media occorre ogni anno un corso di sensibilizzazione
ogni 50 club. “Per
lo svolgimento dei Corsi di sensibilizzazione dovrebbero essere previsti i
direttori, i conduttori dei gruppi e gli altri insegnanti. A questo sviluppo ha
dato aiuto la Scuola di perfezionamento in alcologia (Scuola delle 300 ore, o
Corso per la formazione dei formatori).” (Vl.
Hudolin, Professionalità e personalità del servitore-insegnante) E’ consigliabile favorire quelle realtà dove i
programmi sono meno sviluppati ed in generale chiamare come conduttori e
accettare come coconduttori un certo numero delle persone che avendone i
requisiti, vivono nelle zone dove esistono pochi club. Il corso prevede una formazione di base di 50 ore, dal
lunedì al sabato mattina. Nel corso si inizia un percorso di motivazione e di
cambiamento dei corsisti futuri servitori-insegnanti riuscendo al contempo a
fornire le informazioni necessarie per il lavoro nei club. (Vl
Hudolin: Sofferenza multidimensionale della famiglia)
Per l’aggiornamento sono previsti: i “sabati” di
aggiornamento, i corsi di aggiornamento, i corsi monotematici, la scuola
nazionale di perfezionamento in alcologia (300 ore), le riunioni mensili di
autosupervisione dei servitori-insegnanti ed anche gli interclub e i convegni a
tutti i livelli. A questi incontri possono partecipare anche le famiglie
dei club con i loro membri che non hanno fatto il corso di sensibilizzazione ad
esclusione dei corsi di aggiornamento e della scuola delle 300 ore. L’aggiornamento continuo è di fondamentale importanza
per i servitori-insegnanti, in quanto i programmi alcologici sono dinamici e
aperti ai cambiamenti dovuti allo sviluppo scientifico e delle organizzazioni
sanitarie, alle esperienze pratiche maturate. I
“sabati” di aggiornamento: "Come già proposto, …., si tende a
razionalizzare il processo di aggiornamento dei servitori-insegnanti con un
corso di sei sabati all'anno a livello regionale, interregionale e
territoriale": (Vl. Hudolin
Corso 31 maggio 1-2 giugno 1996 – atti,.
pag. 81): in ogni incontro viene discusso uno specifico argomento della
metodologia, con l’obiettivo di rendere l’aggiornamento
facilmente accessibile ad un grande numero di servitori insegnanti.
I
corsi di aggiornamento per i servitori-insegnanti dovrebbero essere da
loro frequentati almeno ogni 2 anni (con la stessa frequenza del
2° modulo della SAT con le famiglie già in programma). Sono organizzati su 2 giorni e mezzo residenziali e vi
dovrebbero essere inseriti contenuti riguardanti aspetti della metodologia
sviluppatisi negli ultimi anni ed anche una parte pratica con l’introduzione
di una Scuola alcologica
territoriale; la loro articolazione è proposta nel testo Sofferenza
multidimensionale della famiglia ( pag 122-124). I
corsi monotematici riguardano un tema specifico della metodologia (ad es. I
programmi alcologici territoriali; L’approccio familiare; I problemi
multidimensionali alcol-droga, alcol-disagio psichico; Il servitore-insegnante;
ecc.). Anch’essi sono organizzati su 2 giorni
o due giorni e mezzo. Per quanto riguarda la struttura
anche dei corsi monotematici è opportuno fare riferimento al testo: Sofferenza
multidimensionale della famiglia ( pag 122-136). La
riunione mensile di autosupervisione è un momento in cui si parla dei problemi dei
servitori-insegnanti nel loro lavoro nel club e non dei problemi specifici delle
famiglie. Oltre ad essere una supervisione reciproca dei
servitori-insegnanti, attualmente è anche una autosupervisione dei programmi
locali. Anche questo è un momento di formazione e un servitore
insegnate che non frequenta regolarmente la riunione mensile dovrebbe essere
invitato a lasciare il club. All’aggiornamento servono anche gli interclub locali, regionali, nazionali e i convegni nazionali ed internazionali, oltre naturalmente il leggere,
lo scrivere e il ricercare. La
scuola nazionale di perfezionamento in alcologia (Scuola delle 300 ore) rappresenta
la formazione di 2° livello; nella scuola sono inseriti servitori-insegnanti
provenienti da tutto il Paese, che hanno così la possibilità di un confronto e
di uno scambio di esperienze tra le varie regioni. I corsisti utilizzano la
scuola anche come preparazione prima di inserirsi come insegnanti nei vari
moduli della scuola alcologica territoriale e nei corsi di formazione ed
aggiornamento dei servitori-insegnanti. (Sofferenza
multidimensionale della famiglia pag.118 - 137) (Hudolin – verbale Monselice ’94 pag.3). Essa è altresì di particolare importanza per la
preparazione dei Direttori dei Corsi (Vl.
Hudolin, Professionalità e personalità del servitore insegnante, in
Ricominciare insieme) La scuola è organizzata in 150 ore di teoria, suddivise
in tre moduli residenziali non consecutivi di 50 ore ciascuno, e 150 ore di
tirocinio pratico da svolgersi dopo l’iscrizione alla scuola nei programmi
alcologici locali. Per conseguire il diploma finale è richiesta la
preparazione e la discussione di una tesi, seguita da un relatore, organizzata
come ricerca sui problemi alcolcorrelati e complessi, oppure una descrizione
delle esperienze del lavoro pratico, o una ricerca bibliografica. Alla scuola possono partecipare quei servitori-insegnanti che
abbiano almeno un anno di esperienza nel lavoro di Club, e che siano aggiornati. Attualmente, per facilitare la partecipazione, sono stati
ridotti i costi di iscrizione e si
sono organizzati i tre moduli dal venerdi al martedì in modo da comprendervi
l’intero fine settimana. Ad oggi, è in atto una progressiva territorializzazione
della scuola con l’apertura di sedi regionali, tenendo sempre come riferimento
l’indicazione di una scuola ogni 500 club (Sofferenza
multidimensionale della famiglia, pg. 137).. Gli argomenti previsti, per l'insieme dei tre moduli,
sono, rispettivamente: - 1° modulo: Protezione e promozione della salute in
relazione ai problemi alcol correlati e complessi, alcologia generale, alcologia
medica e psichiatrica, lavoro di rete, epidemiologia, ricerca; -
2° modulo: approcci teorici ai problemi alcol correlati e complessi;
approccio ecologico sociale; diagnostica e trattamento dei problemi alcol
correlati e complessi; il Club degli alcolisti in trattamento; difficoltà nel
lavoro dei Club; il Club e il servitore- insegnante; alcol e giovani; alcol e
donna; -
3° modulo: I programmi alcologici territoriali, i centri alcologici, la
supervisione, la multidimensionalità della sofferenza umana, la prevenzione ed
educazione della salute, la spiritualità antropologica ed i problemi alcol
correlati e complessi. Una questione emersa a Monselice è la definizione di
“formazione intermedia”, definita (Hudolin: verbale di Monselice '94)
una formazione specifica per categorie difficilmente raggiungibili attraverso i
Corsi di sensibilizzazione, ma che per le caratteristiche del loro lavoro
dovrebbero avere adeguate informazioni pratiche sui problemi alcolcorrelati: ad
esempio sacerdoti ed ufficiali militari. La formazione e
l’aggiornamento delle famiglie
Testi di riferimento per la formazione e l’aggiornamento
delle famiglie: ..e
allora come? di Laura Musso, completo dei lucidi ad esso collegati; Alcol,
piacere di conoscerti a cura del Centro Studi di Trento; Vl Hudolin
Sofferenza multidimensionale della famiglia, Eurocare, 1995
. “La famiglia che inizia il trattamento ha necessità di
una istruzione specifica in relazione ai comportamenti e problemi alcolcorrelati
ed al funzionamento del club. Questo si fa sul territorio nelle scuole
alcologiche territoriali…..”. Possibilmente la scuola alcologica territoriale deve
essere organizzata dal centro alcologico territoriale funzionale, e dove questo
non esiste dall’Acat cercando la collaborazione del servizio pubblico. “E’ sempre meglio che la formazione di base sia
organizzata sul territorio, al di fuori delle normali sedute di club, e non
nella sede di istituzioni sanitarie.” “Se la seduta normale di club ne accoglie lo
svolgimento, il lavoro di club si trasforma praticamente in una continua
formazione” “Se la formazione si svolge all’interno delle
istituzioni sanitarie si tende inevitabilmente ad essere inclini a medicalizzare
il programma ed i partecipanti possono diventare succubi delle istituzioni, ed
invece di attivarsi nel cambiamento del comportamento cercano la soluzione del
problema nella terapia medica;…” (Sofferenza
multidimensionale della famiglia pag.116-119) La
scuola alcologica territoriale di 1° modulo serve per la formazione
di base delle famiglie che entrano nei club. Si organizza ogni qualvolta ci sono
6-12 famiglie nuove; mediamente si organizzano 3 – 4 cicli all’anno di SAT
di 1°modulo. Si svolge su
10 incontri di due ore condotti sempre da un
solo insegnante che risponde ai prerequisiti di cui sopra. In ogni incontro viene
presentato il tema della serata sul quale viene fatta una discussione e
possono essere usati strumenti didattici secondo la preparazione e la sensibilità
dell’insegnante. Argomenti dei 10 incontri: il concetto di salute;
l’alcol e i suoi effetti; il bere e i problemi alcolcorrelati; il bere e la
famiglia; il concetto di rete; il club cos’è e come funziona; il
servitore-insegnante, le ricadute; l’Acat e il centro alcologico territoriale
funzionale; i problemi complessi; la ricerca; la spiritualità antropologica. Per le famiglie già in programma è necessario un
aggiornamento sull’evoluzione e i cambiamenti della metodologia almeno ogni 2
anni, per questo si organizza la scuola
alcologica territoriale di 2° modulo, la quale ha anche come obbiettivo
quello di rinforzare la motivazione delle famiglie. Viene organizzata in due incontri di due ore ciascuno o in
un unico incontro di 4 ore nel fine settimana, anch’essa condotta da un unico
servitore-insegnante ben aggiornato e preparato, come previsto nelle
precondizioni già dette. Viene trattato un unico argomento, soprattutto
fra quelli che rappresentano le innovazioni nella metodologia, o quegli
aspetti che sono diventati un problema per una certa realtà locale (approccio
familiare, le ricadute e gli abbandoni, i problemi complessi, la spiritualità
antropologica,……). Prima viene fatta una introduzione all’argomento, poi
il lavoro nei gruppi e quindi una presentazione dei lavori con discussione
finale. E’ opportuno organizzare insieme anche un programma
sociale. La
scuola alcologica territoriale di 3° modulo, è organizzata per le
famiglie della comunità con l’obbiettivo di sensibilizzare la comunità
locale ai problemi alcolcorrelati. Per produrre un cambiamento nella cultura
della comunità occorre organizzare con regolarità la scuola alcologica
territoriale di 3° modulo. E’ opportuno curare molto bene l’organizzazione e
motivare quei leaders informali che possono a loro volta stimolare
un certo numero di persone a partecipare alla scuola. Considerato che lo scopo della scuola di 3°modulo è
quello di mettere in crisi alcuni luoghi comuni ed offrire la possibilità per
un cambiamento dei propri punti di vista, è importante che l’insegnante sia
ben preparato, che risponda a tutti i prerequisiti già detti, con una certa
esperienza e buone capacità relazionali se non si vuole correre il rischio di
limitare il valore di uno strumento utile a favorire i rapporti tra club e
comunità locale. La scuola si svolge in 2 serate secondo lo schema della
presentazione generale, lavoro nei gruppi e discussione finale in plenaria,
ricalcando in tempi sicuramente più brevi il percorso del corso di
sensibilizzazione: serve quindi a provocare una messa in discussione dei propri
pregiudizi e comportamenti e
stimolare l’inizio di un cambiamento, dare una informazione sui club e sui
programmi alcologici territoriali organizzati su quel territorio, il tutto in un
clima finale positivo di empatia fra i partecipanti. Come per i servitori-insegnanti anche le famiglie
dei club possono aggiornarsi partecipando agli interclub,
ai corsi monotematici, ai congressi
e ai convegni. Paolo E. DIMAURO
Coordinatore Paolo BARCUCCI Flaviana CONFORTO Guido GUIDONI Giovanni MONESI Franco MONTESANO Michele SFORZINA Angelo TEDIOLI |
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