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ASSUNZIONE DI ALCOL E MORTALITA' NEGLI UOMINI DI MEZZ'ETA' CON DIAGNOSI DI MALATTIA CORONARICA "Heart" aprile 2000 London Prof.
Shaper A.G., Wannamethee S.G. Dipartimento di Cura e Scienze della popolazione Scuole
Royal Free e Collegio Universitario
Medico, Rowland Hill Street,
London NW3 2PF, UK. Prof. Shaper A.G. agshaper@wentworth.u-net.com OBIETTIVO: esaminare gli effetti dell'alcol sul rischio di mortalità da malattia coronarica (CHD), malattia cardiovascolare, a tutte le altre cause negli uomini con diagnosi di CHD. METODI E RISULTATI: In uno studio basato su una popolazione di 7.169 uomini di età 45-64 anni seguiti per un periodo medio di 12.8 anni, 655 uomini (9,1%) hanno 175 morti per CHD. Gli ex-bevitori hanno registrato il più alto rischio di CHD, di mortalità cardiovascolare, e da tutte le cause di mortalità, anche dopo gli aggiustamenti per caratteristiche di stile di vita e precedenti malattie. Usando come confronto un gruppo di bevitori occasionali, si è registrato che astemi per tutta la vita, bevitori occasionali e modesti bevitori hanno tutti mostrato rischi similari di mortalità per CHD, malattia cardiovascolare e per tutte le cause. I bevitori moderati e i bevitori accaniti hanno invece mostrato un aumento del rischio di mortalità per CHD, malattia cardiovascolare e per tutte le cause. L'effetto negativo del bere moderato o accanito è limitato ai 455 uomini con con precedente infarto miocardico (rischio relativo corretto per tutte le cause di mortalità 1,50, 95% di intervallo di fiducia da 1.01 a 2.23). Contrariamente ad una riduzione del bere, lo smettere di fumare entro 5 anni dall'inizio del follow-up è stato associato ad una considerevole riduzione nei rischi da tutte le cause e della mortalità cardiovascolare, confrontato con quelli che hanno continuato a fumare. CONCLUSIONE: Se confrontata con il bere occasionale, una regolare, moderata assunzione di alcol (1-14 unità alla settimana) negli uomini con malattia coronarica dichiarata, non è associata a nessun particolare beneficio o effetto deleterio per CHD, malattia cardiovascolare o tutte le cause di mortalità. Più elevati livelli di consumo (maggiore o uguale a 3 drinks al giorno) sono associati ad una aumentata mortalità Professor
Shaper A.G. agshaper@wentworth.u-net.com Altri articoli nel sito che trattano lo stesso argomento: OMS: Alcol: nessun beneficio al cuore per la popolazione europea (19/02/01) Associazione Cardiaca Americana: Vino rosso contro l'infarto? Non ci sono le prove I cardiologi Usa: "Meglio dieta ed esercizio fisico" (27/01/01) |
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