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I PRINCIPALI ASPETTI DEI PROGRAMMI ALCOLOGICI

Vladimir Hudolin

Rete territoriale delle comunità di dodici famiglie

    I programmi alcologici territoriali si basano sui club degli alcolisti in trattamento. Il lavoro nei club consiste nella creazione di una empatia tra le famiglie, e tra le famiglie e l'operatore. Questo significa introdurre una atmosfera emozionale positiva, che crea la possibilità di comunicare ed interagire tra tutti i presenti. E' una precondizione della crescita, dell'amicizia e dell'amore, di una armoniosa convivenza nel club. All'operatore spetta un ruolo importante nella catalizzazione di tale atmosfera. Quando le famiglie hanno iniziato a comunicare ed interagire, possono scegliere anche altri tipi di comportamento. E' sottinteso che tutti i familiari sono astinenti. L'operatore e il club non impongono un tipo di comportamento; sono le famiglie a sceglierlo in un processo continuo di comunicazione ed interazione. Il club è contrario all'appiattimento del comportamento della famiglia. Nel club la discussione può riguardare qualunque problema; è bene che abbia un inizio spontaneo e che le famiglie accettino la regola secondo la quale non si diffondono al di fuori del club le informazioni personali ricevute nel suo seno. Tutti i membri, però, devono essere consapevoli che le cose potrebbero uscire dal cerchio del club e, quindi, potersi regolare di conseguenza.

    Agli inizi il contenuto del lavoro nei Club degli alcolisti in trattamento si limitava ai problemi alcolcorrelati, vale a dire alle famiglie in cui era presente un problema alcolcorrelato. Tutti gli altri problemi delle famiglie erano considerati conseguenze dell'alcolismo. Talora gli operatori e le famiglie erano così suggestionati dall'alcolismo da non riuscire nemmeno ad accorgersi di eventuali altri disagi che affliggevano la famiglia; nei primi club e nello sviluppo iniziale dei programmi il lavoro era più semplice e, dal punto di vista didattico, accettabile, tanto più che, normalmente, con il miglioramento dei problemi alcolcorrelati, anche gli altri motivi di sofferenza eventualmente presenti subivano dei cambiamenti in meglio.

    Non dobbiamo dimenticare che anche le famiglie "normali", senza problemi alcolcorrelati, vanno incontro a disagi e sofferenze, senza per questo aver necessità di terapie o di inserirsi nel club degli alcolisti in trattamento.

    Con il tempo i club degli alcolisti in trattamento hanno dato l'inizio ai vari altri programmi per i problemi alcolcorrelati.

    Caratteristiche principali dei programmi ecologici territoriali per il controllo dei problemi alcolcorrelati sono l'elasticità e la dinamica continua. Sotto l'influsso dei risultati delle ricerche, delle esperienze del lavoro pratico, del cambiamento sociale, culturale e politico della comunità, dei programmi delle istituzioni pubbliche e private, i programmi ecologici si adattano continuamente alla realtà circostante. Così i programmi con le famiglie inserite nei club di alcolisti in trattamento e con gli operatori crescono e maturano. Senza questa dinamicità lo sviluppo dei programmi si fermerebbe. Nello stesso tempo c'è l'attesa che con questa crescita la comunità locale gradualmente cambi la cultura sanitaria e generale, premessa indispensabile per influire sul comportamento dell'alcolista, della sua famiglia e della comunità e dare inizio ad una nuova e migliore qualità di vita, un nuovo stile di vita e definire un miglior controllo dell'uso degli alcolici.

    Tra molti aspetti dei programmi per il controllo dei problemi alcolcorrelati, in questa introduzione può essere descritta solamente una parte, a cominciare da quelli che più spesso provocano le difficoltà nel lavoro; ad essi occorre dedicare più attenzione nello sviluppo futuro del sistema territoriale: il lettore può trovare in altre pubblicazioni'' una descrizione più dettagliata dei club e degli altri programmi territoriali per i problemi alcolcorrelati.

Aspetti organizzativi dei programmi alcologici territoriali

Solidarietà e compartecipazione

    Il programma ecologico si basa essenzialmente sulle iniziative della famiglia che soffre per i problemi alcolcorrelati, sui concetti di autoprotezione ed autoaiuto, meglio detto sulla solidarietà e compartecipazione, sulle attività del volontariato e sulla cooperazione, quanto più possibile stretta, con strutture, servizi, istituzioni pubbliche e private. Ogni programma ha le sue caratteristiche e la complessità organizzativa del sistema va crescendo insieme al numero delle organizzazioni incluse. I programmi basati prevalentemente sul volontariato richiedono che l'organizzazione sia semplice; essa deve evitare di creare strutture rigide e centri di potere e ricercare invece una armoniosa cooperazione, basata sulla metodologia comune e l'approccio teorico uguale. Questo non è facile perchè le organizzazioni sia pubbliche che private tendono a creare centri di potere. Tutte le organizzazioni di volontariato hanno simili problemi. Accade che si tende ad assicurare finanziamenti dalla comunità, che poi si utilizzano per una lotta ideologica che sfugge al controllo dei soci per i quali si era creata l'associazione. Varie organizzazioni di volontariato hanno cercato per vie diverse di prevenire tali sviluppi; anche i club degli alcolisti in trattamento, come le altre organizzazioni di volontariato, sono soggetti a tali spiacevoli sviluppi.

    Per chiarificare i problemi, serve ripetere brevemente la descrizione delle organizzazioni di base dei programmi ecologici territoriali per i problemi alcolcorrelati. Tra le organizzazioni di base possiamo includere i club degli alcolisti in trattamento e le loro associazioni. Bisogna descrivere anche il centro territoriale alcologico e la scuola alcologica territoriale, in quanto funzioni che nascono sia dal club che dalla associazione.

Il club degli alcolisti i trattamento

Comunità multifamiliare di 12 famiglie

    Il club degli alcolisti in trattamento serve prima di tutto alle famiglie con problemi alcolcorrelati come struttura di base per il trattamento; è una comunità multifamiliare con un massimo di dodici famiglie e ne fa parte un operatore. La comunità multifamiliare del club fa parte della comunità locale dove le famiglie dei club vivono e lavorano e nel cui seno devono cercare il cambiamento del loro comportamento e del loro stile di vita, se vogliono crescere e maturare.

    Il club non serve a se stesso, non ha bisogno di personale e sedi proprie. Basta che abbia a disposizione un locale per la riunione settimanale, che dura da una a due ore. E' essenziale per il lavoro la presenza di un operatore formato, aggiornato e disponibile.

    Il club è una comunità autonoma, in stretta ed attiva collaborazione con gli altri club e con le organizzazioni ed istituzioni private e pubbliche che si occupano dei problemi alcolcorrelati. I club sono legati tra loro dall'avere in ognuno di essi tutte le famiglie con problemi legati all'uso di bevande alcoliche e dall'avere in comune la metodologia dell'approccio ecologico. Significa che i club possono esistere ed adempiere i propri obblighi anche in assenza di un formale collegamento con le istituzioni pubbliche o private e senza essere inseriti nell'associazione di club degli alcolisti in trattamento. Quest'ultima eventualità non si verifica spesso se le associazioni operano nell'ambito degli interessi delle famiglie e della protezione e promozione della salute. Ultimamente i club si aprono anche a problemi multidimensionali e complessi. Può accadere anche l'opposto, che il club, l'operatore o una istituzione cercano di chiudere il club apropriandosi del club per una attività non inerenti al suo scopo.

    Per il funzionamento del club non sono necessari grandi mezzi finanziari, specie se sono assicurati, come già detto, sede ed un operatore.

    La necessità di pagare l'operatore può rappresentare un problema: molte volte le strutture private o pubbliche assicurano il pagamento dell'operatore, se questi non lavora volontariamente, con eventuale rimborso spese. In certi casi il pagamento è assicurato da contributi dei membri del club, di altri organismi del volontariato, o dalla quota mensile che i membri versano al club. Molte attività per le quali il club cerca fondi non sono indispensabili per il suo lavoro. Quanto meno denaro c'è nel club, tanto meglio esso lavora.

    Nel club inizia il cambiamento del comportamento con la presenza dell'operatore, che serve da catalizzatore del processo. Il cambiamento vero e proprio deve compiersi nella famiglia e nella comunità locale dove i problemi esistono, altrimenti c'è il pericolo dell'alienazione delle famiglie e degli stessi club dalla comunità.

    Fin dall'inizio delle attività dei club degli alcolisti in trattamento si potevano osservare famiglie che entravano nel club e che soffrivano anche per altri problemi oltre all'alcolismo, o per lesioni alcolcorrelate progredite, con complicazioni gravi e talora incurabili della salute. Molti di questi problemi miglioravano dopo l'ingresso nel club, con l'astinenza e con il cambiamento dello stile di vita ottenuto col supporto delle altre famiglie. Certe combinazioni con altri disagi richiedono che famiglie ed operatore siano specificamente aggiornati; anche l'organizzazione dei club deve adattarsi a questa multidimensionalità dei problemi. così i club, sebbene siano organizzati per le famiglie con problemi alcolcorrelati, devono spesso occuparsi anche dei problemi multidimensionali. Qualche volta il problema alcolcorrelato non è tanto grave, ma alla famiglia preme l'inserimento nel club per la sofferenza legata ad un altro disagio, per il quale non ha ricevuto altrove una risposta positiva. Il club di dodici famiglie dovrebbe avere non più di due famiglie con problemi multidimensionali: inoltre i membri devono essere informati del problema ed accettare di occuparsene e l'operatore deve essere specificamente aggiornato.

    Durante la seduta del club non possono essere presenti i visitatori, gli estranei, i tirocinanti o più di un operatore.

L'associazione dei club degli alcolisti in trattamento

parte della rete territoriale

    I club fin dal principio trovarono una forma organizzativa territoriale, l'Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento (ACAT), come servizio per la cooperazione tra i club di un territorio. Nacquero anche le associazioni regionali (ARCAT) e provinciali (APCAT) e l'AICAT, l'associazione italiana. Sono membri le famiglie inserite nei club per problemi alcolcorrelati o complessi e gli operatori dei club e degli altri programmi territoriali.

    Anche queste associazioni dovrebbero basarsi sui principi del volontariato.

    All'inizio esse si pongono al servizio dei club, aiutandoli in svariate maniere, ma poi può accadere che vadano ad impelagarsi in programmi estranei ai compiti essenziali per il funzionamento dei club: non si deve dimenticare che sono sorte in funzione solo di aiuto ed assistenza dei club. Invece, alcune tra le associazioni hanno proposto ed introdotto statuti sempre più complicati, conservanti ben pochi obblighi dell'associazione verso il club e sempre più obblighi del club verso l'associazione, ed inoltre può accadere che in essi si ponga l'accento su programmi estranei alle immediate necessità delle famiglie nei club.

    Le associazioni vedono tra i loro doveri anche l'impegno nell'area della formazione e dell'aggiornamento: ma alcune di loro, nel tempo, hanno conquistato un potere esclusivo per quel che attiene a formazione ed aggiornamento di membri e operatori, ed anche l'acquisizione di nuovi operatori, tramite regole sempre più convolute e non sempre nell'interesse dei club degli alcolisti in trattamento.

    Tuttora i direttivi delle associazioni possono essere eletti senza correlazione con la professionalità del lavoro dovuto dai club e senza che gli eletti siano poi vincolati a studiare e ad adeguarsi ai cambiamenti che avvengono nel sistema. I membri del direttivo non dovrebbero dimenticare la regola che richiede ad essi la continuazione della costante frequenza insieme ai familiari alle riunioni del loro club. In verità no si è mai sentito di un membro di direttivo esonerato in seguito alle assenze proprie e della famiglia dalle riunioni del club. Succedeva, invece, che membri del direttivo restassero in carica per anni, senza aggiornamento personale e della famiglia, e molte volte anche in assenza di una regolare partecipazione alle sedute del club. Le elezioni per il direttivo talora somigliano a elezioni politiche, con candidati che fanno promesse su attività da svolgersi in caso di vittoria, senza far caso al bisogno che hanno i club di conoscersi quanto meglio possibile e di cooperare tra di loro. Il club e l'Associazione non dovrebbero attivarsi nei programmi all'infuori del programma ecologico e degli interessi delle famiglie inserite.

    Sia l'Associazione che gli operatori nel sistema servono le famiglie e i Club. Ultimamente ho espresso l'opinione che sarebbe meglio parlare di servitori che di operatori, conscio che questo sarebbe difficilmente accettato nell'uso pratico quotidiano.

    Una delle forme dell'attività delle associazioni su vari livelli consiste nell'organizzazione dei convegni delle famiglie e dei club, fra i quali un posto a parte ha l'interclub.

L'interclub

L'attestato di astinenza

    Riunioni, incontri e convegni, formazioni ed aggiornamenti che un gruppo di club condivide hanno tutti la qualità di attivare la conoscenza reciproca. E' nota come "interclub" la forma molto popolare di riunioni regolari dei club di una certa zona. Oggi abbiamo interclub da zonali fino a nazionali. Si tratta sempre di riunioni aperte a tutte le persone della comunità interessate ai problemi alcolcorrelati e complessi, con o senza problemi alcolcorrelati, anzi si desidera che ad esse siano presenti quante più persone possibile della comunità, perchè in tal maniera si ha la possibilità di intervenire indirettamente sulla prevenzione primaria dei problemi alcolcorrelati.

    All'interclub, famiglie, membri individuali, club ed associazioni possono parlare sul proprio lavoro e sui propri problemi, a patto di volerlo, consci di parlare in pubblico; e, se lo fanno, se ne assumono la responsabilità personale. Secondo i principi etici, i membri dei club non sono obbligati a partecipare all'interclub, proprio perchè è aperto al pubblico e non solo ai membri, come la seduta del club. E' divenuto tradizionale consegnare gli attestati di astinenza ai membri che hanno compiuto un certo periodo (uno, due, tre o più anni) di astinenza durante l'interclub, con auguri, fiori, ecc. Questo attestato può essere consegnato in pubblico solo se l'interessato è presente e accetta di riceverlo. La riunione dell'intercub riesce a dare un brivido di commozione ed altri impulsi emozionali se sviluppa un clima caldo e di interazione tra le persone, confortando la motivazione a partecipare. Col tempo però nella organizzazione e conduzione dell'interclub sono comparse modalità che attirano sempre meno le famiglie alla riunione. Tra queste modalità. Tra queste modalità serve sottolineare le seguenti:

1) Quando i partecipanti sono molto numerosi, da cento e più persone, hanno a disposizione un tempo molto limitato per una vera interazione e comunicazione; l'organizzazione dovrebbe invece offrire a tutti uguali possibilità di soddisfare queste aspettative, che si realizzano anche con la comunicazione informale che si crea durante le pause dell'interclub. questa parte spontanea permette alle famiglie di sviluppare un contatto emozionale di amicizia, una empatia comune, uno scambio di esperienze e la possibilità di vedere i risultati raggiunti dalle altre famiglie.

Se non ci sono questi spazi per i contatti umani molte famiglie vengono disincentivate dal partecipare all'interclub;

2) Si può porre in discussione un tema specifico, in modo che ogni partecipante possa confrontare la sua esperienza personale con gli altri. In questo caso è sufficiente una introduzione da parte di un partecipante ben informato, evitando accuratamente l'assillo di una lunga serie di discorsi preordinati.

3) Col tempo si è presa l'abitudine di aprire l'interclub con corposi interventi politici, organizzativi, professionali, con immediata fuga degli oratori appena finito il loro discorso, senza lasciare possibilità di discussione. Poco tempo resta così alle famiglie per il resto del programma; anche questa organizzazione del programma può disturbare i partecipanti e allontanarli dall'interclub.

4) La distribuzione degli attestati si riduce ad una formalità relegata alla fine dell'interclub e con uno spazio ristretto, talora anche per il gran numero di attestati; oltre tutto, spesso molte delle chiamate per il ritiro vanno a vuoto per l'assenza delle persone e questo suscita una brutta impressione. Prima della distribuzione bisogna verificare l'effettiva presenza delle persone che desiderano accettare l'attestato in pubblico durante l'interclub. Quando poi le famiglie cominciano ad andarsene già prima della cerimonia, o durante, l'atmosfera emozionale viene interrotta fino a svanire del tutto.

HUDOLIN VL., INTRODUZIONE, IN HUDOLIN VL., CIULLINI A., CORLITO G., DELLAVIA M., DIMAURO P.E., GUIDONI G., SCALI L. (A CURA DI), L'APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI, TN, ERICKSON, 1994, PP.15- 113.

 

 

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