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La futurologia dei programmi alcologici territoriali

Vladimir Hudolin

    Nel testo precedente è stato descritto lo sviluppo di programmi territoriali per i problemi alcolcorrelati ed il loro stato attuale. Come già detto, il sistema ecologico ha come caratteristica fondamentale una dinamica continua, la crescita e la maturazione. Ed essa sarà presente anche nel futuro, se possiamo confidare nella sopravvivenza del sistema.

    Crescita e maturazione saranno più o meno veloci. Superati i problemi della nascita dei programmi, sono già iniziati gli inconvenienti che una crescita veloce porta con sè. Come nelle altre fasi anche in questa le difficoltà stimolano le famiglie, gli operatori e l'ambiente in cui accade tutto questo, in primo luogo le istituzioni e le organizzazioni pubbliche ad un adattamento veloce.

    Il sistema con la sua crescita nel futuro si trasformerà e con esso anche i diversi settori che abbiamo descritto: non ci resta che sottolineare certe caratteristiche di questi cambiamenti futuri. Ma, prima di farlo, c'è ancora da dire qualche parola sul cambiamento di cui si è spesso parlato nel resto di questa descrizione del sistema ecologico.

IL CAMBIAMENTO

    Nell'approccio ecologico si parla molto della necessità del cambiamento; cambiamento individuale, della famiglia, dell'operatore, della comunità territoriale, della società. Ma il cambiamento non è tipico solo dell'alcologia: cambiamenti economici e tecnologici condizionano la nostra cultura in generale e cambiano in qualche modo anche la spiritualità antropologica.

    Il cambiamento nei sistemi ecologici per i problemi alcolcorrelati significa non soltanto abbandonare l'alcol, ma anche accettare un nuovo tipo di comportamento individuale, nella famiglia e nella comunità; vedere una possibilità nuova di comunicare ed interagire, una qualità nuova della vita. Solo se è questo l'obiettivo che può essere raggiunto diventa possibile risolvere i problemi individuali, della famiglia e della comunità. L'operatore che catalizza questo processo dovrebbe essere conscio delle caratteristiche del cambiamento necessario, e credere nella possibilità di ottenerlo. Il processo è lento e ne esistono diversi stadi di realizzazione, senza che mai si raggiunga la perfezione. Così visto il cambiamento non è una terapia, ma piuttosto una crescita, una maturazione; e non può essere ottenuto soltanto nel settore distinto del rapporto della famiglia con il bere ed esige piuttosto uno sforzo totale.

    Sembra ingenuo accontentarsi solo dell'astinenza. Il cambiamento descritto entra in uno sforzo antropo-spiriruale generale di trasformazione della nostra cultura. Questo richiede il cambiamento anche dell'operatore

    E' chiaro che il cambiamento descritto non può ottenersi esclusivamente nel club degli alcolisti, ma deve per forza essere raggiunto nella comunità locale.

ASPETTI ORGANIZZATIVI PER IL FUTURO

    Bisognerebbe rivolgere un'attenta considerazione alla qualità organizzativa dei club, delle associazioni dei club e di tutte le altre attività che ne discendono. l'organizzazione deve rispettare le idee ecologiche, etiche e antropologico-spirituali che sono alla base della teoria ecologica. Bisogna guardare alle poche regole non in maniera formale, superficiale, ma con il significato profondo del cambiamento da raggiungere.

    Una maggiore attenzione merita anche la cooperazione tra il sistema ecologico per il controllo dei problemi alcolcorrelati e le organizzazioni e le istituzioni pubbliche e private, cercando gli spunti che uniscono e non quelli che dividono.

    I contenitori organizzativi debbono servire le famiglie e non le persone che vogliono porsi alla loro guida. A tal proposito bisognerebbe adattare tutti gli statuti dei club e delle loro associazioni, lasciandoli aperti ai cambiamenti, alla crescita ed alla maturazione.

IL LAVORO NELLA COMUNITA'

    Tutto il sistema ecologico per il controllo dei problemi alcolcorrelati nel futuro dovrebbe svilupparsi per comprendere la multidimensionalità della sofferenza umana. Non esiste un problema alcolcorrelato che non sia collegato con le altre difficoltà della persona, della famiglia e della comunità. Il cambiamento si può ottenere solo in seno alla comunità locale in cui la famiglia vive e lavora, e deve essere in grado di dare una risposta a tutti i suoi bisogni. Ed il sistema deve essere attivo dentro la comunità stessa, altrimenti diviene alienato.

    Il lavoro nella comunità si traduce nella realizzazione di una fitta rete, quanto più possibile capillare, dei punti di appoggio per la protezione e promozione della salute, per la lotta per la qualità della vita. Punti di appoggio nella rete territoriale sono tutti gli individui, famiglie, organizzazioni ed istituzioni pubbliche e private. Quando la rete raggiunge l'1% di densità nella popolazione inizia nella comunità locale un progressivo cambiamento della cultura sanitaria e generale nella comunità. Le scuole territoriali possono servire molto bene per raggiungere questo scopo.

    Nei programmi per il prossimo futuro bisogna inserire l'aspettativa di raggiungere la predetta densità di 1% della popolazione nei programmi per il controllo dei problemi alcol/droga correlati o, detto meglio, multidimensionali e, di conseguenza, ottenere il cambiamento della cultura sanitaria e generale.

LA FAMIGLIA NEI PROGRAMMI FUTURI

    Il programma ecologico per i problemi alcol/drogacorrelati e complessi ha incluso un approccio sistemico tramite l'osservazione dei disagi umani nei sistemi biosociali. La famiglia, la comunità e gli aspetti antropologico spirituali divengono così il perno del sistema. In quanto protettrice della comunità e sistema di trasmissione delle caratteristiche culturali alle generazioni future, la famiglia può funzionare con efficacia solo a patto che veda risolti gli eventuali problemi disturbanti la comunicazione e la corretta interazione nel proprio ambito. Il cambiamento non può avvenire se non è inserita nel processo tutta la famiglia. Non si tratta dell'aiuto dei familiari al membro "malato", ma di una necessità profonda della famiglia intera e, quindi, è una richiesta sostanziale e non formale.

    L'approccio familiare può compiersi solo se l'operatore comprende gli intenti del processo e crede nel lavoro che svolge. Al lavoro con le famiglie in futuro occorre dedicare una attenzione maggiore.

    Le soluzioni non saranno mai definitive perchè è continua la crescita umana verso un'armoniosa convivenza, ed al suo cambiamento si deve adattare tutto il sistema. Questa dinamica verso una perfezione peraltro mai raggiunta caratterizza la vita umana.

LA FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO NEL FUTURO.

    La formazione e l'aggiornamento devono restare fermamente nelle mani del sistema, devono essere uguali per tutte le parti del sistema e svolte da insegnanti professionali o paraprofessionali formati ed aggiornati. L'operatore e l'insegnante, quando lavorano per il sistema, si rendono disponibili come volontari e pertanto non dipendono dalle istituzioni per le quali abitualmente lavorano per questo loro impegno.

    La preparazione di un numero adeguato di insegnanti a livello regionale potrebbe soddisfare le richieste pratiche e aiutare la territorializzazione dei programmi della formazione e dell'aggiornamento.

    La formazione e l'aggiornamento oltre alla presentazione della metodologia debbono in primo luogo iniziare il cambiamento del futuro operatore, dell'insegnante e della famiglia.

    Questo no dovrebbe condurre all'appiattimento, ma valorizzare al massimo le possibilità di libero sviluppo, una volta iniziata la crescita.

IL CONTENUTO DEI PROGRAMMI ECOLOGICI

    Questi contenuti devono essere aperti e dinamici per quanto riguarda la ricerca, il lavoro pratico e la formazione e l'aggiornamento, e seguire i risultati delle ricerche, le esperienze di lavoro pratico e le caratteristiche socioculturali e politiche delle comunità.

    Nel futuro sarà necessario che i programmi siano aperti alla multidimensionalità della sofferenza umana, prima di tutto alle combinazioni dei problemi alcolcorrelati con l'uso di altre sostanze e con vari disagi psichici.

    Un altro aspetto molto importante sarà l'introduzione nei programmi delle ricerche continue e delle loro valutazioni.

L'OPERATORE (SERVITORE-INSEGNANTE)

    Il sistema ecologico richiede nei programmi la presenza a tutti i livelli di un operatore ben aggiornato, disponibile e aperto al proprio personale cambiamento, crescita e maturazione. L'operatore, sia esso professionale o paraprofessionale, diviene col tempo uno "specialista in alcologia", si potrebbe dire, ma questo no dovrebbe andare a scapito del rapporto con le famiglie e la comunità.

    E' auspicabile un contatto regolare con gli altri operatori e, anche per questo, una qualche forma di supervisione diventa sempre più importante. Per esempio, pur svolgendo un ruolo di catalizzatore, una volta che è riuscito ad avviare il cambiamento positivo deve cercare di non incidere sulla libertà di scelta: è per verificare questo comportamento che la supervisione ed il contatto con gli altri operatori si dimostrano utili.

L'ETICA E LA SPIRITUALITA'

    Nei programmi ecologici territoriali del futuro sarà necessario rivolgere sempre più attenzione all'etica del lavoro e alla spiritualità antropologica. Solo tale prassi garantirà la possibilità di cambiare la cultura sanitaria esistente e garantire una migliore qualità della vita.

    Non serve abbandonare l'alcol se contemporaneamente non inizia un cambiamento del comportamento della persona, della famiglia e della comunità. Questo cambiamento richiede l'arricchimento della solidarietà, dell'amicizia, dell'amore; la ricerca della possibilità di una convivenza; la lotta per i diritti umani fondamentali e per una giustizia sociale; e, infine, per la cosa più importante, la pace.

    I programmi territoriali per i problemi alcolcorrelati e per i problemi multidimensionali dovranno prendersi cura nel futuro della comunità, della famiglia e della antropospiritualità, come descritto in questa introduzione al libro sui programmi territoriali toscani.

CONCLUSIONE

    Giunto al termine non mi rimane altro che felicitarmi con gli operatori della Toscana: il lavoro in cui sono impegnati a favore delle famiglie che nei club cercano e trovano sollievo per la propria sofferenza è svolto con attenzione alla persona e partecipazione emozionale: queste caratteristiche mi consentono di esprimere con convinzione l'augurio che lo sviluppo dei programmi alcologici territoriali in Toscana continui bene e diventi modello per gli altri programmi territoriali italiani.

HUDOLIN VL., INTRODUZIONE, IN HUDOLIN VL., CIULLINI A., CORLITO G., DELLAVIA M., DIMAURO P.E., GUIDONI G., SCALI L. (A CURA DI), L'APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI, TN, ERICKSON, 1994, PP.15- 113.

 

 

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