Galileo: DIPENDENZE (23
gennaio 1999)
IL rischio nel bicchiere
di Elisa Manacorda
L'alcol è una droga. Pericolosa quanto l'eroina. Perché danneggia in modo
gravissimo l'organismo, genera dipendenza, distrugge la vita sociale, affettiva
e professionale di un individuo alcoldipendente. Ecco la nuova classificazione
delle sostanze stupefacenti proposta dal Rapporto stilato dal farmacologo
francese Bernard Roques e inviato al governo di Lionel Jospin. E di cui il
quotidiano "Le Monde" ha appena pubblicato gli ultimi risultati. Così
si riaccende il dibattito sulla pericolosità delle droghe. Galileo ha
intervistato Giancarlo Arnau, consulente del "Forum droghe", ed Enrico
Tempesta, dell'Osservatorio permanente sui giovani e l'alcol
L'alcol è una droga. Pericolosa quanto - e forse più - dell'eroina. Perché
danneggia in modo gravissimo l'organismo, perché genera dipendenza, perché
distrugge la vita sociale, affettiva e professionale di un individuo
alcoldipendente. E come tale va combattuta, con gli stessi sforzi dedicati alla
lotta e alla prevenzione delle altre tossicomanie.
A riaccendere il fuoco sotto un'annosa questione è stato il quotidiano francese
Le Monde. Che giovedì 7 gennaio ha pubblicato con grande rilievo un estratto
del Rapporto firmato dal professor Bernard Roques, farmacologo di chiara fama
presso l'Inserm-Cnrs francese, e commissionato all'esperto dalla Missione
interministeriale sulle tossicodipendenze (Mildt) presieduta da Nicole
Maestracci. Titolo: Problemi posti dalla pericolosità delle droghe. Il
Rapporto, i cui primi dati erano già stati resi noti in Francia nel giugno
1998, scatenando un piccolo terremoto, servirà ora al governo di Lionel Jospin
per mettere a punto un nuovo piano di lotta alle tossicodipendenze.
Nodo centrale del lavoro svolto da Roques in collaborazione con esperti francesi
e stranieri, è una nuova classificazione delle sostanze stupefacenti. Eroina,
cocaina e alcol sono droghe, scrive il farmacologo, e in quanto tali devono
essere poste sullo stesso piano. Basta con l'assurda distinzione tra lecito e
illecito: tutte queste sostanze sono infatti accomunate da un'unica proprietà,
quella di provocare dipendenza nel consumatore. E così, si legge nel rapporto,
è necessaria una nuova classificazione pragmatica, "che tenga conto
dell'insieme dei comportamenti di dipendenza, quale che sia lo statuto giuridico
del prodotto". La nuova classificazione proposta alla Mildt di Maestracci
vede allora nel primo gruppo, il più pericoloso, eroina, oppiacei, cocaina e
alcol; nel secondo gruppo gli psicofarmaci, le amfetamine, il tabacco e gli
allucinogeni; nel terzo gruppo la cannabis.
E d'altra parte, le cifre parlano chiaro: secondo l'ex ministro francese della
Sanità Hervé Gaymard, più di una donna su dieci e più di un uomo su quattro
sono bevitori eccessivi. Ogni anno in Francia 52 mila persone muoiono per danni
legati all'abuso di alcol. Cifra spaventosa, alla quale bisogna aggiungere le
4000 morti annuali per incidenti d'auto provocati dalla guida in stato di
ebbrezza. Di overdose di eroina, invece, sono morte 228 persone nel 1997.
Un'altra pietra di paragone? Dai primi anni Ottanta, data d'inizio dell'epidemia
di Aids, lo scambio di siringhe infette tra tossicodipendenti ha provocato un
migliaio di morti. La cannabis, continua il rapporto, non si è mai rivelata
mortale. "I fatti scientifici - ha dovuto ammettere il segretario alla
Sanità francese, Bernard Kouchner - indicano che, contrariamente ad alcol e
cocaina, per la cannabis non è stata dimostrata la neurotossicità".
In Italia le ripercussioni del sisma francese non si sono fatte attendere, anche
perché le cifre di casa nostra non si discostano molto da quelle transalpine:
secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio
sui Giovani e l'alcol, che assommano stime provenienti dal ministero della
Sanità, dagli Alcolisti Anonimi e dallo stesso Osservatorio, gli
alcoldipendenti italiani sono tra i 400.000 e il mezzo milione, mentre le morti
per abuso di alcol toccano le 20.000 unità l'anno. I decessi legati al fumo di
sigaretta sfiorano invece le 90.000 unità.
"Porre sullo stesso piano alcol e droghe come l'eroina è
giustissimo", ha dichiarato senza mezzi termini il farmacologo Silvio
Garattini, direttore dell'Istituto
Mario Negri di Milano. Dal punto di vista del trattamento medico, continua
il farmacologo, tutte queste sostanze sono dannose perché creano dipendenza. E
non si possono fare discriminazioni tra la gravità dei danni provocati
dall'eroina e quelli provocati dall'alcol. Quest'ultimo, poi, ha un
comportamento ancora più subdolo. "Mentre i danni da sostanze come
l'eroina sono noti a tutti, per l'alcol non è così. E troppo spesso la
maggioranza tende a sottovalutarne gli effetti dannosi", sottolinea Mauro
Ceccanti, responsabile del servizio di Alcologia dell'Università La Sapienza di
Roma.
Resta ora da vedere se il governo Jospin deciderà, come molti pensano, di
depenalizzare l'uso di stupefacenti. Nella speranza che anche in Italia il
dibattito tra proibizionisti e antiproibizionisti possa arricchirsi dei dati
provenienti dall'altra parte delle Alpi.
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