Vino e cuore
a cura di Ennio Palmesino e Aurelio di
Carlo
Gentile Direttore,
nel numero di esordio della rivista "Buon Vino" è stata
puntualmente ripresentata la notizia che il vino rosso
farebbe bene al cuore, questa volta aggravata dal titolo
di copertina "Curarsi con il rosso".
Questa notizia continua ad apparire sottoforma di
ricerche scientifiche svolte prima in Olanda, poi in
Danimarca, poi in Inghilterra, etc etc. senza che si
riesca a sapere chi finanzia queste ricerche.
Finalmente la Commissione Europea sulla Salute
(cui questa associazione partecipa in qualità di "gruppo
di interesse") ha affrontato il problema e quanto prima
dovrebbe deliberare che in futuro ogni ricerca
scientifica che presenta i benefici effetti sulla salute di
una qualunque sostanza dovrà indicare chi sono i
finanziatori della ricerca stessa.
Inoltre, mi permetto di ricordare che in Italia è
proibita la pubblicità delle bevande alcoliche basata
su presunti effetti benefici sulla salute, a meno che
questi effetti benefici non siano accreditati dal
Ministero della Salute (legge 125/01).
Inoltre, va detto che altri eminenti studiosi rigettano
la validità di queste ricerche, soprattutto per la
presenza infinitesimale di queste sostanze nel vino,
per cui occorrerebbe berne diecine di litri al giorno
per ottenere effetti verificabili (cito, uno per tutti, il
prof. Vescovi, dell'Università di Parma).
Infine, il cosiddetto paradosso francese, lungi dall'
essere dimostrato, è stato addirittura sconfessato
da due dei cinque studiosi che avevano fatto parte
del gruppo di lavoro che a suo tempo lo aveva
enunciato.
Detto questo, vorrei chiarire che noi non contestiamo
il fatto che, forse, il vino contiene sostanze benefiche
per la salute, contestiamo il fatto evidente che le
stesse sostanze sono contenute nella frutta e nell'olio
di oliva, senza essere accompagnate dall'alcol, che
invece è una sostanza tossica, definita droga dall'
Organizzazione Mondiale della Sanità (con la quale
ultima noi collaboriamo), e la quale ha pubblicato il
30 ottobre c.a. un Rapporto sulla Salute, in cui si
dice che bere bevande alcoliche è un rischio, e che
l'unico modo per avere rischio zero è consumare zero.
Senza arrivare al bando delle bevande alcoliche (noi
non siamo proibizionisti) vorremmo solo che ad ogni
invito al bere fosse accompagnato un avvertimento
sui rischi legati al consumo di bevande alcoliche, in
particolare per certe categorie di persone (donne in
gravidanza, alcolisti, coloro che poi si mettono alla
guida di mezzi di trasporto).
La salute si protegge prima di tutto evitando di
assumere sostanze tossiche.
Cordiali saluti
Ennio Palmesino
Presidente A.I.C.A.T.
Gentile Direttore di Salute Naturale,
nel numero di novembre è stato proposto il vino, sia esso
rosso, bianco, o novello, nessuno escluso, per supposte
virtù salutari e terapeutiche.
E' stata anche citata una ricerca scientifica americana, che
però non è altro che una puntuale ripresentazione di notizie
precedenti, su presunte ricerche scientifiche svolte prima in
Olanda, poi in Danimarca, poi in Inghilterra, etc etc. senza
che si riesca a sapere chi finanzia queste ricerche.
Fortunatamente la Commissione Europea sulla Salute
(cui questa associazione partecipa in qualità di "gruppo
di interesse") ha affrontato il problema e quanto prima
dovrebbe deliberare che in futuro ogni ricerca scientifica
che suggerisce effetti benefici per la salute di una qualunque
sostanza, dovrà indicare chi sono i finanziatori della
ricerca stessa.
Nel frattempo, mi permetto di ricordarle che in Italia è
proibita la pubblicità delle bevande alcoliche basata su
presunti effetti benefici sulla salute, a meno che questi effetti
benefici non siano accreditati dal Ministero della Salute
(legge 125/01).
Inoltre, va detto che altri eminenti studiosi rigettano
la validità di queste ricerche, soprattutto per la
presenza infinitesimale di queste sostanze nel vino,
per cui occorrerebbe berne diecine di litri al giorno
per ottenere effetti verificabili, e anche per la difficoltà
che queste sostanze hanno nell'essere riassorbite dal
sangue (cito, uno per tutti, il prof. Vescovi, dell'
Università di Parma).
Detto questo, vorrei chiarire che la questione non è
se il vino contenga o meno sostanze benefiche per
la salute, ma il fatto evidente che le stesse sostanze
sono contenute nella frutta e nell'olio di oliva, senza
essere accompagnate dall'alcol, che invece è una
sostanza tossica, definita droga dall' Organizzazione
Mondiale della Sanità (con la quale ultima noi anche
collaboriamo), e la quale ha pubblicato il 30 ottobre
2002 un Rapporto sulla Salute, in cui si dice che
bere bevande alcoliche è un rischio, e che l'unico
modo per avere rischio zero è consumare zero.
Senza arrivare al bando delle bevande alcoliche (noi
non siamo proibizionisti) vorremmo solo che ad ogni
invito al bere fosse accompagnato un avvertimento
sui rischi legati al consumo di bevande alcoliche,
avvertimento che diventa obbligatorio per certe
categorie di persone (donne in gravidanza, alcolisti,
coloro che poi si mettono alla guida di mezzi di
trasporto).
La salute si protegge prima di tutto evitando di
assumere sostanze tossiche.
Cordiali saluti
Ennio Palmesino
Presidente A.I.C.A.T.
Spett. Redazione,
Vino persino al mattino, una
tazzina da caffè? Dal vostro articolo, suadente e molto persuasivo (per chi
ancora segue parecchie tradizioni popolari naturaliste, di origine erboristica,
vere e anche non vere, parecchie direi. Chi lo sostiene è il naturalista, esso
è in grado di stabilire scientificamente attraverso studi clinici e
scientifici dovutamente sperimentati ed approvati dal contesto
medico-scientifico? Pare di sì, visto il vostro articolo su:
"MAL D'INVERNO? UN AIUTO DA NOCI E VINO NOVELLO"
L'argomento viene sostenuto con "scienza e coscienza"
dagli esperti del mensile 'Salute Naturale'. Infatti la
frutta secca accompagnata da un bicchiere di vino rosso,
avrà un effetto 'stimolante'. Il bicchiere da 150 ml o quello da 150-200
ml?
Mi pare che queste asserzioni
cadono in prossimità della festa del vino novello, e comunque Codesta
redazione non perde quasi mai l'occasione di pubblicare qualsiasi cosa
provenga da un lontanissimo tramontato passato, obsoleto e contro l'evoluzione
della promozione della salute indicata dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità e della Carta Europea sull'alcool. E'
proprio il caso di affermare che la fortuna non aiuta gli audaci, ovvero chi
persevera a dare consigli contro il mal d'inverno, indicando "cure", a mio
parere, qualunquistiche e rischiose.
Eppoi quantitativamente Vi chiedo
qual'è "... L'equivalente di un tazzina di vino rosso o bianco assunto
(addirittura) al mattino? "
Prendo in prestito, in
questa sede, le affermazioni di un nostro caro amico Andrea Mattei,
Domande:
A) a quale concentrazione del
principio attivo (alcol) contenuto in vini da 8% -14% ? (che sbadato forse
qualsiasi tipo va bene, purché si consumi al posto del buon latte e del
tè). Ciò potrebbe definirsi superficialità o leggerezza?
B) a chi? Tutti? Anche
alle gestanti, agli alcolisti, ai bambini, e di che età, ai piloti di
Pendolino o d'aereo, agli operatori di macchinari pesanti, agli psicotici
ecc.?
C) Con quali controindicazioni
specifiche e generali, effetti secondari indesiderati, durata della "cura"?
D) Proprio una tazzina o un
bicchiere al mattino? Sulla base di quali ricerche si è data tale percentuale?
Quale il campione, quando, dove ecc.? (anche
in ospedale?). L'Organizzazione
Mondiale della Sanità include l'alcol nella tabella delle DROGHE, cioè di
tutte quelle sostanze che
1) Hanno azione psicotropa,
2) Creano dipendenza fisica, 3) Danno assuefazione, 4) Creano dipendenza
psichica, 5) Implicano pericolosità individuale e sociale.
Per non dilungarmi, Vi ricordo che in Italia
esiste un Codice Stradale che ha ridotto il tasso di alcolemia a 0.5
grammi/litro, ciò perché fra i Vostri accurati lettori, oltre a bambini e
adolescenti, vi può essere qualche donna gracile, che incorre in seri pericoli
mettendosi alla guida di un auto con un drink in testa pari a 0.4g/l; per non
dire degli uomini ( da 60 Kg. a 75 Kg.) che potrebbero assumere una tazzina da
tè di vino a 12° o il bicchiere suindicato, circa due drink, superando così i
limiti prescritti dalla legge con un contenuto che va rispettivamente da 0.6 a
0.5 g/l di alcool nel torrente circolatorio, essi rischierebbero la
sospensione della patente con una multa di qualche centinaia di euro.
Non mi pare di esagerare, suggerendoVi più
cautela, anzi visto che Italia Salute promuove spesso il vino e i suoi
derivati per il beneficio di questo e di quello, per esempio la bellezza delle
gambe femminili, Vi ricordo che esiste una Legge Quadro n. 125/2001 in materia
di alcool e di problemi alcolcorrelati (G.U. n. 90 del 18 aprile 2001), che
circa le Disposizioni sulla pubblicità e sul consumo delle bevande alcoliche e
in materia di sicurezza sul lavoro, Art. 13, non andrebbe né disattesa né
infranta.
Infatti il Vs. articolo pubblicitario in nome e
per conto della salute "naturalistica" viola il comma 2b: attribuire
efficacia o indicazioni terapeutiche che non siano espressamente riconosciute
dal Ministero della Sanità; e anche il comma n. 5a dello stesso Art. 13.
Mi auspico una crescita di attenzione e maggiore
coscienza professionale e deontologica per il benessere della nostra Comunità
nazionale.
Cordialità,
Aurelio Di Carlo
presidente Associazione Provinciale dei Club degli
Alcolisti in Trattamento
vice-presidente
dell'Associazione regionale dei C.A.T.: ARCAT SICILIA