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In Vino Salus?
Gentilissimi direttori
dott.Giuseppe Minola, dott.Umberto Valentini
Leggo sulla preziosa rivista da voi diretta,
Modus, l'articolo: Vino rosso alleato nella cura del Diabete.
Nell'articolo si
asserisce: non bere fa male al cuore.
Come ben sapete dal paradosso francese in poi
la letteratura medica ha tentato in vario modo di dare dimostrazione
dell'attività cardioprotettive del vino rosso. Tutto ciò è sempre avvenuto in
un contesto artificioso (colture cellulari),
cosi è avvenuto anche per l'ultimo lavoro uscito su Nature
(414:863,2001). Piccole quantità di vino rosso, inibirebbero la sintesi di
Endotelina in colture cellulari di endotelio bovino. Se questi composti
fossero adeguatamente assorbiti dopo assunzione orale nell'uomo, i risultati
sosterrebbero la tesi che un moderato consumo (mezzo
bicchiere al dì) di vino rosso potrebbe essere utile. Ma mi chiedo e
vi chiedo verrà riassorbito? Come verranno riassorbiti i vari antiossidanti (resveratrolo,
quercitina) presenti in tracce nel vino rosso e chiamati in causa a sostegno
del paradosso francese.
Gli studi del mio gruppo di ricerca stanno
valutando ciò; i primi dati pongono molti dubbi sull'eventuale assorbimento. E
poi perché mai dovrebbero funzionare in tracce quando gli esperimenti con i
farmaci contenenti antiossidanti vengono utilizzati ad 1 gr./die per 6 mesi
per ottenere blandi effetti terapeutici sul vascolare?
Per tornare al paradosso francese accanto alla
numerosa letteratura che avvalla tale ipotesi vi sono dati che mettono in
dubbio tale risultato e comunque gli studi di Metanalisi dell'epidemiologo
Prof. Corrao di Milano concludono che non è possibile sostenere l'ipotesi
degli effetti protettivi del vino. Ancora, se si calcolano i possibili decessi
evitati ed i decessi causati, questi ultimi sono più di 35.000 all'anno (Corrao.G.
Eur J Publ Health 2002).
Sarete d'accordo sul fatto che le colture
cellulari rappresentano modelli sperimentali utilissimi ma lontani dalla
realtà fisiologica come giustamente sostenuto nell'editoriale di Alimentazione
e Prevenzione:le colture endoteliali, mancando il medium di coltura di
quantità adeguate di antiossidanti e di acidi grassi essenziali, si trovano in
condizioni costanti di stress ossidativo, e ciò può indurre a sovrastimare,
in questi modelli, il ruolo favorevole degli antiossidanti.
Credo quindi che si debba usare
estrema cautela nel trasmettere informazioni
al grande pubblico circa le presunte capacità salutistiche degli
alcolici.
Le ricordo che l'alcol è una sostanza
psicoattiva e come tale il medico non può mai suggerirne l'uso.
Diciamolo che
li antiossidanti sono contenuti nell'uva, nel pomodoro,
nell'olio di oliva ecc.
In clinica abbiamo visto migliaia di casi e
tutti hanno iniziato con dosi moderate per divenire problematici; ogni
cittadino può decidere come meglio crede ma non può essere tratto in inganno
con notizie poco scientifiche. Stiamo vedendo, tra l’altro anche un aumento dei
problemi alcolcorrelati anche nei Pazienti
diabetici.
Vi saremo grati se vorrete aprire un dibattito
scientifico serio tra addetti ai lavori, ricordo che in Italia è presente una
vivace Società Italiana di Alcologia, e, tra
tutti quelli che hanno a cuore la salute dei Cittadini.
Per quanto mi riguarda non vorrei più dover
leggere: In vino salus.
Cordiali saluti ed auguri di buon lavoro
Prof.Pier Paolo Vescovi
Direttore della Sezione di Alcologia clinica e
sperimentale
Dipartimento di Medicina interna e Scienze
Biomediche
Università degli studi di Parma
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