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INTRODUZIONE

Vladimir Hudolin

PROGRAMMI ECOLOGICI PER I PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI IN TOSCANA

Ho accettato con piacere l'invito ad accompagnare con una introduzione il libro che parla dello sviluppo dei programmi toscani per il controllo dei problemi alcolcorrelati e multidimensionali, basati sull'approccio ecologico o verde. La caratteristica di base di questi programmi consiste nel rimanere aperti alle esperienze pratiche, ai risultati offerti dalle ricerche, ai cambiamenti socio-politici, legislativi, ecc. in un modo longitudinale e dinamico. Lo sviluppo ulteriore dei programmi dipenderà da vari influssi, ma può essere previsto nelle linee generali se si prendono in considerazione i fattori nominati e, naturalmente, analizzando l'attuale fase di sviluppo.

All'inizio dello sviluppo dei club degli alcolisti in trattamento e dei programmi territoriali per i problemi alcolcorrelati si poneva l'accento soprattutto sulla formazione degli operatori e delle famiglie nei club, sul lavoro pratico, sui risultati che si ottenevano nei club e nelle comunità locali e sulla necessità di assistere quanto prima possibile le famiglie afflitte dalle difficoltà causate dai problemi alcolcorrelati. Al club degli alcolisti in trattamento si dava la maggior importanza. Più tardi, sempre più spesso, veniva sottolineata la necessità di un aggiornamento continuo delle famiglie nei club e degli operatori, di una apertura dei programmi verso la multidimensionalità della sofferenza umana e verso gli aspetti antropologico-spirituali.

Ogni club, come elemento dei programmi alcologici territoriali, include al massimo dodici famiglie, deve essere inserito nella comunità dove le famiglie vivono e lavorano, e deve cercare di organizzare una rete territoriale dei programmi per i problemi alcolcorrelati, facendo parte della promozione e protezione della salute nella comunità (territorializzazione dei programmi).

I club e le loro associazioni locali, se funzionano bene, hanno un ruolo importante nello sviluppo del sistema ecologico per il controllo dei problemi alcolcorrelati e complessi e della rete territoriale dei punti d'appoggio nella protezione e promozione della salute.

 

DA TRIESTE ALLA TOSCANA

La rete territoriale dei programmi ecologici italiani per i problemi alcolcorrelati iniziò a Trieste, seguita dal resto del Friuli Venezia Giulia, per svilupparsi poi a Treviso e successivamente in tutto il Veneto, e nelle altre Regioni italiane.

In Toscana i club iniziarono il loro sviluppo nel 1983, grazie al lavoro di Andrea Devoto in cooperazione con il reparto alcologico di Castellerio, condotto da Renzo Buttolo a Udine, e con un gruppo di cooperatori che nel frattempo si era attivato. Già nel Novembre del 1985 A. Devoto ed i suoi cooperatori, inclusi gli alcolisti in trattamento, organizzarono a Firenze il corso di sensibilizzazione ai problemi alcolcorrelati basato sull'approccio psico-medico-sociale. Fu il primo corso di formazione dei futuri operatori dei club di alcolisti in trattamento in Toscana. Un aiuto allo sviluppo dei programmi dei club degli alcolisti in trattamento lo hanno dato i reparti di gastroenterologia di Firenze e, in modo particolare, di Arezzo.

Più tardi (8/13 Febbraio 1988), fu organizzato un corso di sensibilizzazione a Massa Carrara, seguito da un corso ad Arezzo (28 Novembre - 3 Dicembre 1988). Ulteriori corsi sono stati tenuti a Firenze (22/27 Luglio 1991), organizzato dalla Scuola Europea di Alcologia e Psichiatria Ecologica in collaborazione con la Chiesa Avventista, e a San Giovanni Valdarno dal 5 al 14 Dicembre 1991.

A Lucca fu tenuto un breve corso per gli operatori in cooperazione con il CE.I.S. Infine venne realizzato il corso di sensibilizzazione ai problemi alcol/droga correlati a Castel del Piano (5/10 Luglio 1993), le cui conclusioni finali dovrebbero avere una grande importanza per lo sviluppo ulteriore dei club degli alcolisti in trattamento e degli altri programmi per i problemi alcolcorrelati e complessi in Toscana. Fra i vari Corsi erano tenuti altri Convegni, Corsi monotematici e supervisioni.

Nel frattempo i club hanno organizzato le associazioni territoriali dei club degli alcolisti in trattamento (ACAT), le quali hanno formato una associazione regionale (ARCAT Toscana).

Durante il secondo corso di sensibilizzazione a Firenze nel 1991 ho proposto di preparare un libro il quale dovrebbe descrivere lo sviluppo dei programmi ecologici toscani. Per il lavoro preparatorio fu nominato un gruppo di lavoro condotto da Guido Guidoni e Lamberto Scali.

Un ruolo particolare nello sviluppo recente dei programmi alcolcorrelati toscani lo ha avuto il direttivo dell'associazione regionale e specialmente G. Corlito, G. Guidoni, P. Demauro.

All'inizio lo sviluppo dei club degli alcolisti in trattamento procedeva lentamente e con molte difficoltà, richiedendo un continuo e rapido sviluppo del sistema ecologico o verde per i problemi alcolcorrelati. La caratteristica dello sviluppo del sistema ecologico territoriale offerto consiste nella necessità del suo adattamento al cambiamento continuo. Un aspetto del cambiamento deriva dalla richiesta che il club degli alcolisti in trattamento si divida immancabilmente dopo l'inserimento della dodicesima famiglia. Se non si rispetta la crescita dei club e la loro divisione il processo può fermarsi e si blocca la crescita del sistema.

Durante lo sviluppo il sistema attraversa un certo numero di fasi evolutive, con le difficoltà specifiche per ciascuna fase e questo richiede un particolare sforzo per prevedere i necessari adattamenti in corrispondenza dei cambiamenti nella metodologia e nell'ambiente in cui avvengono.

I programmi toscani per i problemi alcolcorrelati sono nella fase delle difficoltà che accompagnano la nascita di un sistema, a cui attualmente si aggiungono quelle causate dalla richiesta della loro veloce crescita.

Dieci anni di vita dei club degli alcolisti in trattamento in Toscana richiedono un'analisi quanto più possibile approfondita per poter comprendere non solo la situazione attuale, ma anche per prevedere la crescita futura di tutti i programmi per i problemi alcolcorrelati e complessi, impedire la stasi dello sviluppo ulteriore e rendere possibile il loro inserimento nel programma dell'Organizzazione Mondiale della Sanità "Salute per tutti entro il 2000": "Entro il 1995 in tutti gli stati membri si dovrebbe avere una riduzione significativa dei comportamenti dannosi per la salute, del consumo di alcol e di prodotti farmacologici, dell'uso di sostanze illecite e di prodotti chimici dannosi, della guida pericolosa e del comportamento sociale violento.

La Regione Europea dell'O.M.S. raccomanda inoltre una riduzione dei consumi dell'alcol del 25 % entro l'anno 2000".

Mi sembra importante che nella pubblicazione sia registrato lo sviluppo e gli operatori, volontari e pubblici, che hanno preso parte a questo lavoro. Tutto questo fa parte della storia che viene ricordata solo se documentata attraverso le pubblicazioni.

Perciò ho accettato molto volentieri di preparare un capitolo introduttivo per la pubblicazione, che intende descrivere la storia dello sviluppo dei club degli alcolisti in trattamento e degli altri programmi per il controllo dei problemi alcolcorrelati e complessi in Toscana basati sul concetto ecologico, e che dovrebbe dare indicazioni per la loro crescita futura in tutto il Paese. In una tale descrizione dei programmi territoriali, non solamente della Toscana ma dell'Italia, non è possibile omettere il lavoro di Andrea Devoto che all'inizio, con la sua attività, ha dato un importante contributo allo sviluppo dei programmi ecologici italiani. In questo è stato seguito molto presto dagli altri operatori toscani, che hanno dato una loro personale impronta allo sviluppo dell'alcologia in Italia. Naturalmente non tutti gli operatori dei programmi alcologici toscani possono essere elencati i questa mia introduzione, sebbene abbiano dato contributi rilevanti al programma. Con il rischio di omettere gli altri, accenno solamente ad alcuni. Tra questi G.Corlito, G.Guidoni, P.Dimauro, L.Scali,  M.Angioli,  V.Patussi, gastroenterologi di Firenze e Arezzo e molti altri.

Finora ho accennato esclusivamente agli operatori professionali e paraprofessionali che hanno offerto la loro disponibilità nel lavoro nei programmi senza aver avuto necessariamente un problema alcolcorrelato personale. E' naturale che i programmi si potessero sviluppare solo con la collaborazione e la disponibilità delle famiglie alla ricerca della soluzione per i propri problemi alcolcorrelati. Tra le oltre 25.000 famiglie oggi presenti in tutta Italia nei club di alcolisti in trattamento, non possiamo citare singole famiglie. Tutte hanno contribuito allo sviluppo del sistema dall'inizio dell'approccio ecologico in Italia; e molte sono fin dal primo giorno inserite attivamente nei club degli alcolisti in trattamento e negli altri programmi alcologici. E' grazie alle loro esperienze che si è realizzato il lavoro descritto in questo volume. I membri di molte famiglie, dopo aver realizzato il proprio cambiamento personale, la crescita e la maturazione, sono oggi operatori nei club degli alcolisti in trattamento, in altri programmi alcologici territoriali, nella ricerca alcologica e nelle associazioni dei club degli alcolisti in trattamento. Gli operatori nei club e nelle associazioni sono in grande prevalenza operatori paraprofessionali volontari, e in misura sempre crescente provengono dalle famiglie dei club.

I programmi alcologici toscani nel loro sviluppo hanno incontrato anche varie difficoltà, che si è cercato di risolvere con il mutuo aiuto tra i club delle diverse zone, nonostante il fatto che siano sorte molte difficoltà nella cooperazione fra le varie realtà toscane.

Non ho l'intenzione di descrivere i programmi toscani, i loro risultati e le difficoltà specifiche: lo faranno meglio di me, con i loro contributi al volume, numerosi operatori, che hanno operato e che sono ancora attivi in questi programmi. A me spetta dare una descrizione generale dei programmi ecologici nel momento attuale e la descrizione delle strade da percorrere nel loro sviluppo fino all'inizio del terzo millennio, quasi una futurologia alcologica. Non toccherò neanche altri programmi che si occupano dell'alcolismo e degli altri problemi alcolcorrelati; il libro descrive esclusivamente i programmi ecologici ed i club degli alcolisti in trattamento.

Per descrivere i programmi ci occorrerebbero anche i dati che scaturiscono dalle ricerche, prime tra tutte quelle epidemiologiche. Anche questi dati dovrebbero essere inclusi nel volume. A suo tempo ho suggerito l'organizzazione di una banca dati nazionale dei club degli alcolisti in trattamento. Dopo una lunga discussione, l'onere di avviare la banca dati fu affidato a L. Colusso ed ai suoi collaboratori del Centro Territoriale Alcologico di Treviso; c'è la speranza che fra poco avremo anche questi dati. Sarebbe importante, anche per lo sviluppo ulteriore dei programmi toscani, organizzare una banca dati regionale.

HUDOLIN VL., INTRODUZIONE, IN HUDOLIN VL., CIULLINI A., CORLITO G., DELLAVIA M., DIMAURO P.E., GUIDONI G., SCALI L. (A CURA DI), L'APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI, TN, ERICKSON, 1994, PP.15- 113.

 

 

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