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L'ETICA E LA SPIRITUALITA' NEI PROGRAMMI ALCOLOGICI TERRITORIALI

Vladimir Hudolin

    Con l'espansione dei programmi alcologici, soprattutto nei club degli alcolisti in trattamento, sarà necessario prestare più attenzione all'etica del lavoro e alla spiritualità. Già all'inizio delle attività dei club si aveva attenzione per l'etica, che veniva sostanzialmente accettata nel senso tradizionale e individuale, secondo il modello dell'etica medica. Si cercava di proteggere le famiglie, cercando di prevenire che le confidenze individuali o di gruppo potessero essere conosciute fuori dal club. Oggi che il numero dei club è molto grande, e fitta la trama degli incontri, la responsabilità etica non può restare confinata all'individuo, alla singola famiglia e la club, ma si estende alla società, in particolare alla comunità locale. Ultimamente anche la letteratura professionale si esprime più spesso in questo senso.

    Nel lavoro di club ci sono molte richieste di questo tipo: basta ricordare la raccomandazione di non ricevere visite di estranei durante le riunioni settimanali di club e la libertà dei membri di non essere presenti se non lo desiderano (nel caso che le visite si svolgano ugualmente) e di non parlare dei propri problemi. la decisione di non accettare il tirocinio ha lo stesso significato.

    Anche la spiritualità intesa in senso antropologico, o genericamente umano, resta strettamente legata all'eticità del lavoro. I club non aderiscono ad una qualche religione o ad una ideologia politica. Con questo non si esclude la possibilità che il lavoro possa portare singole famiglie alla fede. Spesso apprendiamo dalle famiglie che dopo la soluzione dei loro problemi hanno anche ritrovato la fede: ma nei club non è ammessa una divisione o una promozione ideologica.

    Nella protezione e promozione della salute si usava sempre il concetto etico medico. Secondo M. I. Roemer "per secoli i codici dell'etica medica si sono concentrati sul corretto comportamento verso il singolo paziente, ignorando quasi le responsabilità dei medici nei confronti della società. Le riforme dei servizi sanitari sono venute soprattutto da uomini di legge e da gruppi di cittadini ed i governi hanno applicato varie strategie per indurre i medici a comportamenti socialmente più responsabili. Pressioni esterne di questo tipo non servirebbero se fosse seguito un codice dell'etica medica orientato alle questioni sociali e l'educazione medica fosse completamente rifondata, al fine di portare l'attenzione ai problemi di salute della comunità e alle politiche necessarie per affrontarle".

    Sono stati proposti vari modelli di approccio etico, adattati alla situazione attuale. Uno di questi modelli esposti da M.I. Roemer recita:

"Farò qualunque cosa mi sia possibile per aiutare il mio paziente e l'intera comunità a prevenire la malattia ed il danno, e mantenere un buono stato di salute.

Rispetterò la dignità di tutte le persone, servendole in conformità ai loro bisogni di salute, indipendentemente dal loro status sociale e dagli eventuali guadagni economici implicati.

Prendendo coscienza dei maggiori problemi i salute dei poveri, darò un contributo significativo per rispondere ai loro bisogni.

Consapevole che i costi dell'assistenza sanitaria sono sopportati dalla gente, non farò nulla che sprechi le risorse o sia dannoso.

Indipendentemente dall'attrazione che possono esercitare alcune località, servirò la gente dove vive e lavora, ovunque le mie competenze siano maggiormente necessarie.

Coopererò con le autorità pubbliche per lo sviluppo di una legislazione sanitaria che rifletta le democratiche decisioni della gente.

Mi sforzerò il più possibile per mantenermi bene informato sui programmi della conoscenza medica.

In quanto cittadino socialmente consapevole, darò l'allarme sui danni alla salute prodotti dall'ambiente e mi unirò ad altri per eliminare questi pericoli, farò tutto il possibile per migliorare il benessere di tutti i cittadini."

    Naturalmente l'etica dell'approccio deve adattarsi al cambiamento del sistema della protezione e promozione della salute, cercando un rapporto adeguato con la coscienza ecologica.

    L'etica nell'alcologia non può aver corso a prescindere da un'etica sanitaria e sociale, e deve essere adattata ai cambiamenti avvenuti nella protezione e promozione della salute.

    Protezione e promozione della salute spesso sono di competenza dei servizi sanitari di primo livello, in cui hanno un posto importante gli operatori paraprofessionali e volontari. Nelle pubblicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità l'approccio del sistema sanitario viene ampiamente descritto, come si vede dalle seguenti citazioni:

    "Il sistema di assistenza primaria alla salute è un approccio pratico, finalizzato a rendere universalmente accessibile agli individui e alle famiglie della comunità l'assistenza essenziale alla salute, in modo che sia facilmente accessibile ed accolta da loro con piena partecipazione.

Questo approccio si è evoluto nel corso degli anni, in parte alla luce dell'esperienza positiva e negativa guadagnata nei servizi sanitari di base in numerosi paesi. Ma ciò significa molto più di una mera estensione dei servizi sanitari di base. Esso comprende aspetti inerenti il sociale e lo sviluppo e, se propriamente applicato, influenzerà il modo in cui funziona il resto del sistema sanitario".

    "Il sistema di assistenza primaria della salute è la chiave per raggiungere un accettabile livello di salute in tutto il mondo per il prossimo futuro come parte dello sviluppo sociale e nello spirito della giustizia sociale. Esso è ugualmente valido per tutti i paesi, dai più ai meno sviluppati, sebbene le modalità che assume siano diverse in relazione ai diversi modelli politici, economici, sociali e culturali. In particolare per i paesi in via di sviluppo è una necessità cruciale".

    "Un accettabile livello di salute per tutte le persone del mondo entro il 2000 può essere ottenuto tramite un uso più pieno ed efficace delle risorse mondiali, di cui oggi si spende una parte considerevole per gli armamenti e nei conflitti militari. Una genuina politica di indipendenza, pace e disarmo potrebbe e dovrebbe liberare risorse aggiuntive che si potrebbero devolvere a scopi pacifici, in particolare all'accelerazione dello sviluppo sociale ed economico. Il sistema di assistenza primaria ne è parte essenziale e dovrebbe ricevere la propria parte".

    L'impegno attivo della famiglia e della comunità locale ha una importanza speciale nella protezione e promozione della salute.

    " Se la salute non inizia con l'individuo, la casa, la famiglia, il luogo di lavoro e la scuola non sarà mai raggiunto l'obiettivo della salute per tutti entro l'anno 2000. Anche se prendiamo l'esempio dei paesi industrializzati, l'auto-cura, l'auto -responsabilità e l'auto-gestione dell'individuo, della famiglia e della comunità rappresentano il 50-60% di tutte le cure. Sfortunatamente, i professionisti della salute raramente amano dare fiducia alla gente ad un livello tale da poter acquisire potere sulle proprie decisioni che riguardano la loro stessa salute".

    Gli operatori della salute non sono professionisti sanitari ma le persone particolarmente preparate per il loro impegno nella protezione e promozione della salute. Nell'ambito dell'approccio ecologico ai problemi alcolcorrelati gli operatori paraprofessionali volontari sono la grande maggioranza.

    " Gli operatori di salute della comunità non sono medici, medici scalzi o altro. Essi sono addestrati per compiti per i quali i medici non sono sufficientemente preparati".

    Simultaneamente con l'attività dei servizi e delle istituzioni professionali bisogna introdurre i concetti di autoaiuto e di autoprotezione.

    "Sulla base dei sistemi di sorveglianza nazionali, Dunnell e Cartwright e Elliot-Binns hanno stimato che a Londra tra il 75 e l'80% delle cure dei sintomi sono autogestite. Nel 1977, Bradshaw ha stimato che tra l'80 e l'85% di tutte le malattie in Inghilterra sono gestite senza che siano consultati i medici. Una recente inchiesta negli Stati Uniti ha indicato che quasi la metà di tutte le condizioni acute è trattata senza consultare il medico. Un altro studio ha rilevato che l'80% dei sintomi sarebbero trattati senza una visita medica. Un'altra ricerca non ha trovato differenze nei risultati tra l'autocura e la cura professionale per le malattie minori".

    A giudicare dai sopraindicati estratti di pubblicazioni dell'O.M.S., l'approccio alla salute e alla sua protezione dovrebbe incidere fortemente sull'etica del lavoro nei sistemi che definiscono la salute come un benessere psico- fisico-sociale: soprattuttto quando si intende per salute non solo la protezione della salute individuale, ma prima di tutto la sua protezione nella famiglia, nella comunità e nella società intera.

    Così si potrebbe dire che i punti cardine del lavoro di protezione e promozione della salute, comprendendo anche il lavoro in alcologia, si basano su famiglia, comunità, etica e spiritualità.

    In senso generale, lottando per i diritti umani fondamentali, per la solidarietà, l'amicizia e l'amore, cercando di accettare la diversità e la convivenza e imparando a promuovere la pace, i club degli alcolisti fanno tutto il possibile per proteggere i valori spirituali, quei valori che sono specifici per la specie umana e che la fanno diversa da tutte le altre creature che la circondano.

    La società odierna, in crisi spirituale profondissima, potrà sperare di garantire questi valori cercando di definire dei comportamenti capaci di portare ad una spiritualità ecologica o ecologia spirituale. I club, col loro lavoro sia nella comunità multifamiliare del club sia in quella locale, promuovono il cambiamento della cultura sanitaria e generale esistente per giungere ad una migliore qualità di vita e questo significa un lavoro antropologico spirituale, la cui responsabilità si estende non solo alla famiglia e alla comunità locale, ma all'umanità in generale.

 HUDOLIN VL., INTRODUZIONE, IN HUDOLIN VL., CIULLINI A., CORLITO G., DELLAVIA M., DIMAURO P.E., GUIDONI G., SCALI L. (A CURA DI), L'APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI E COMPLESSI, TN, ERICKSON, 1994, PP.15- 113.

 

 

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