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Ho 40 anni e fin da ragazzo sono stato in vari posti per imparare a fare il cameriere, tutti ristoranti e pizzerie dove persone più grandi di me bevevano. Mi trovavo qui a Firenze, lontano da casa, e a volte la sera dal piazzale Michelangelo guardavo giù tutte le luci, mi sentivo solo e piangevo, non per cercare scuse ma il bere, mi aiutava a sentirmi grande. Poi conobbi una ragazza e ci fidanzammo. Partii militare e al mio ritorno avremmo dovuto sposarci ma io sia per la lontananza sia per il bere ne trovai un'altra. Quando lei lo scoprì mi lasciò e non è mai tornata sulla sua decisione. Fu in questo periodo che iniziai a bere maggiormente e passai anche ai superalcolici. Quando però smisi di pensare a lei non feci altrettanto con l'alcol, anzi. Conobbi molte altre ragazze ma queste storie duravano una, due sere al massimo. Poi 9 anni fa ho conosciuto Enrica, e in quell'occasione ero ubriaco. Col passare del tempo lei si comportò come un'amica, criticava spesso il mio bere ed io piano piano mi innamorai di lei. Quando finalmente trovai il coraggio di confessarle i miei sentimenti lei mi rispose: "ma vai via, sei solo ubriaco, quando sei sobrio non mi dici mai nulla. A chi devo credere?". Ci rimasi molto male, sapevo che anche lei mi voleva bene, stava cercando la strada per aiutarmi. Infatti dopo un breve periodo di astinenza, le riparlai chiedendole di venire a vivere con me e le promisi che l'avrei fatta finita con l'alcol. Da quando siamo andati a stare insieme ho fatto mille promesse a Enrica ma tutte le volte ci ricascavo; lei era sempre molto tesa e aveva 10 occhi invece di due. Alla fine mi costrinse a frequentare il Club degli alcolisti in Trattamento. Sono passati 5 anni ed è buffo come una cosa iniziata per forza si sia trasformata in una piacevole parentesi. Viviamo gomito a gomito con migliaia di persone ma non c'è spazio per un rapporto vero di amicizia, direi anche d'amore. Quante persone vediamo per strada che avrebbero bisogno di aiuto ma spesso diciamo "io ne ho abbastanza dei miei problemi". Questa amicizia e questi valori li ho ritrovati nel Club. Spesso parliamo anche di problemi che non riguardano l'alcol con la certezza di essere ascoltati, capiti e aiutati. Comunque oggi a distanza di tempo posso finalmente mantenere la promessa fatta ad Enrica, anch'io posso dire "no grazie, non bevo alcolici". Giancarlo Cecchi - Alcolista - Acat Garfagnana Tratto dagli Atti del 1° Congresso Regionale delle Famiglie e degli Operatori - Firenze 1994, a cura di Vladimir Hudolin, Guido Guidoni, Paolo E.Dimauro -Arcat Toscana
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