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Può avvenire, specie le prime volte che si frequenta il Club, che non lo si viva come libera scelta. Ci si può sentire costretti da svariati fattori: dai medici, dai familiari, da fattori giudiziari specie per i tossicodipendenti ecc..., ma fino a quando non ci si pone la domanda "per chi frequentare il Club?" e con sincerità e profondità non si cerca una risposta i risultati possono spesso essere precari.
La prima risposta, la più facile da darsi anche se non da attuarsi, è: cosa fare per combattere la mia dipendenza da alcol o droga o psicofarmaci che siano, a cui spesso segue: per la mia salute e quindi per migliorare qualitativamente la mia vita. In definitiva tutti i motivi che per primi mi spingono a questa scelta sono dettati dal tentativo di reimparare a volermi bene. Altre risposte, però, possono allargare il mio orizzonte e permettermi di dare respiro più ampio al mio essere membro del Club. Sono tutte quelle risposte che non riguardano più solo me stesso, ma implicano la sfera delle mie relazioni familiari e sociali sicuramente compromesse dall'uso di sostanze. Andando avanti in questa riflessione capisco che soltanto il mio cambiamento può influire sul cambiamento degli altri, quindi valuterò i miei gesti, le mie azioni e le mie scelte più approfonditamente restituendo dignità a me stesso e agli altri. Desidererò che anche gli altri abbiano l'opportunità di fare l'esperienza bella e costruttiva del Club. A questo punto il discorso si estende naturalmente alla realtà dell'associazione. Spesso si partecipa attivamente al Club perché è il luogo dove è possibile vivere concretamente, tutte le settimane, gli ideali di amicizia, amore, solidarietà, ma non sempre avviene altrettanto per l'associazione. se pensiamo però che la nostra testimonianza sia importante per stimolare anche altri e se vogliamo essere incisivi sulla realtà che ci circonda dobbiamo prenderci a cuore la nostra associazione perché essa è il luogo dove gli stessi ideali hanno la possibilità di essere trasmessi ad altre associazioni, ai luoghi istituzionali ecc. Il cammino di liberazione dall'alcol o da altre sostanze che è cominciato da noi stessi innesca un processo in continua evoluzione che, combattendo il nostro individualismo ed il nostro egoismo, ci fa aprire alla gioia dell'essere con gli altri e per gli altri nel nostro presente e nel futuro dei nostri figli. Daniela - Acat Bassa Val di Cecina Tratto dagli Atti del 1° Congresso Regionale delle Famiglie e degli Operatori - Firenze 1994, a cura di Vladimir Hudolin, Guido Guidoni, Paolo E.Dimauro -Arcat Toscana
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