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Ho 17 anni e sento di poter dire che ho iniziato a vivere da 4 mesi circa. Prima di allora la mia esistenza è stata un inferno, un incubo senza fine. Tutto questo per causa di una sola cosa: l'alcol. Questa sostanza maledetta è riuscita a rovinare la vita di 4 persone: prima di tutto quella di mio padre che ne faceva uso, poi quella di mia madre, che dopo 20 anni di matrimonio vissuto nel dolore fisico e morale, si sta riprendendo solo ora, e infine quella mia e di mia sorella. La mia esperienza come figlia di un alcolista è troppo lunga ed atroce da spiegare: posso solo dire che dentro di me rimarrà sempre una ferita che non guarirà mai, perché la mia infanzia, la mia adolescenza non me la renderà mai nessuno. Ai miei figli potrò solo raccontare cose spiacevoli di questo periodo della mia vita, perché anche quei pochi attimi vissuti in allegria sono sempre stati un'illusione che svaniva ogni volta che mio padre varcava l'uscio di casa per recarsi al bar. Non si può spiegare la vergogna, l'odio che provavo nei suoi confronti quando andavo al bar con gli amici e lo vedevo seduto con il suo bel bicchiere di Vecchia Romagna in mano o quando arrivava a casa in condizioni pietose. Solo ora che ha deciso di affrontare il problema capisco che in realtà non avrei dovuto odiare lui, perché anche lui era una vittima come me; vittima dell'alcol. Mio padre mi ha deluso molte volte; spero che almeno questa non tradisca la fiducia che ho riposto in lui. Comunque ora frequenta, con tutta la famiglia un Club degli Alcolisti in Trattamento. Tutti i lunedì ci riuniamo per discutere sui più svariati argomenti, ma più che altro per stare insieme. Credo che sia molto importante che gli alcolisti si rendano conto che il loro non è un problema singolare, e in realtà molto diffuso; credo anche che debbano capire che l'unione fa la forza e che insieme ce la possiamo fare ad uscire dal tunnel dell'alcol. Comunque, come ho detto prima, ora ho iniziato finalmente a vivere; certo, la nostra vita attuale non è tutta rosa e fiori, perchè negli anni passati si sono formati molti problemi, anche di carattere economico, a causa del suo disinteresse nei confronti della realtà quotidiana, e purtroppo siamo costretti a pagarne le conseguenze anche ora; ma sono sicura che con un pò di sacrificio riusciremo a risolverli. Al di là della mia esperienza personale quello che vorrei dire è che anche in Garfagnana vi sono moltissime persone che soffrono per questo problema e sinceramente credo che si debba fare di più, specialmente nei confronti dei giovani che iniziano a bere una volta ogni tanto e non si rendono conto che questo stupido modo di comportarsi li può portare, in futuro, alla dipendenza. Io, per esempio, sono astemia; ma l'unica ragione che mi ha spinto a prendere questa decisione, è stata la drammatica esperienza che ho vissuto. Molti giovani invece, che non hanno mai avuto questi problemi, non sanno che un giorno, per questo loro atteggiamento, potrebbero compromettere non solo la loro vita, ma anche quella di altre persone. Per questo credo che si dovrebbe cercare in ogni modo di informare le persone riguardo a questo argomento che tutti sembrano ignorare. Katia - Familiare - Acat Garfagnana Tratto dagli Atti del 1° Congresso Regionale delle Famiglie e degli Operatori - Firenze 1994, a cura di Vladimir Hudolin, Guido Guidoni, Paolo E.Dimauro -Arcat Toscana
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