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Mi presento: mi chiamo Franco e sono alcolista in trattamento; faccio parte del Club n.1 di Arezzo: Ho cominciato a bere prima per gioco e per grandiosità nei confronti degli amici, in seguito, perché ne sentivo il bisogno. Sì è una droga, perché anche se la sera ero alticcio poi la mattina stavo bene, tanto da desiderare di bere ancora. In seguito ho bevuto di più per via della morte della mia compagna; noi non eravamo sposati, ma convivevamo bene insieme. la sua scomparsa mi ha lasciato talmente scioccato che io ho cercato rifugio nell'alcol, che in un primo momento mi ha procurato un certo benessere ma poi con l'andare del tempo mi ha fatto star male; malgrado tutto ho continuato a bere sempre di più. Come ho smesso di bere? tutto è cominciato nel mese di Dicembre del 1992 nel carcere di Arezzo dove mi trovavo per scontare una pena di quattro mesi. Le assistenti sociali del carcere, alle quali chiesi aiuto, mi proposero di andare in affidamento al servizio sociale, a condizione di frequentare il Sert e partecipare al Club, al quale sarei stato assegnato. Che cosa dire del Club? In certi casi è come una seconda famiglia, ti fa sentire meno solo, ti da la possibilità di confidarti, di esporre i problemi che vengono condivisi da tutti i componenti del Club e che rimangono all'interno del medesimo. Per smettere di bere l'aiuto degli altri è necessario..., ma fino a un certo punto: se dalla parte dell'interessato (l'alcolista) non c'è nessuna volontà, cioè se uno non impone a se stesso di non voler bere più, se non desidera fare questo tentativo, allora l'aiuto degli altri non serve. Franco - Alcolista - Acat Arezzo Tratto dagli Atti del 1° Congresso Regionale delle Famiglie e degli Operatori - Firenze 1994, a cura di Vladimir Hudolin, Guido Guidoni, Paolo E.Dimauro -Arcat Toscana
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