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Il Club nella nostra vita occupa quella parte che per molteplici motivi ci è venuta a mancare, ci siamo poi trovati a far parte del Club e quindi ci dobbiamo risentire parte della società, da cui ci sentivamo esclusi, parte della comunità e della famiglia. Cerchiamo una conferma per reiserirci in un nuovo stile di vita e allora il Club, con nuove conoscenze, nuovi amici e l'apporto delle esperienze vissute da ognuno, ci dà un aiuto che da soli non troviamo. Questo non è ugualmente facile per tutti i membri, però personalmente sono convinto che, frequentando assiduamente il Club, chi dà aiuto riceve aiuto. Inoltre la maggior parte di noi, membri dei vari Club, spesso pensa che la causa dei nostri problemi sia solo la sofferenza causata dall'alcol e questo ci porta con una ferrea attenzione a rispettare solamente un'astinenza, portandoci così a dimenticare il vero scopo del Club, cioè il cambiamento dello stile di vita. Pertanto io credo in un cambiamento che non riguardi soltanto la sostanza usata, dato che non è tanto difficile smettere di usare quanto di cambiare, e credo che ognuno di noi debba riflettere sul proprio cammino e sul proprio lavoro all'interno del Club, per poter correggere i propri errori e, se necessario, ricominciare da capo, con l'aiuto e la solidarietà degli altri. Non è mai troppo tardi per rimediare ai propri errori e se proprio la sostanza ha lasciato dei segni in noi, come controparte noi cambiamo il nostro modo di vivere. Per concludere: oltre la sostanza c'è la vita, quindi riconquistiamocela. Enzo - Club 4 - Piombino Tratto dagli Atti del 1° Congresso Regionale delle Famiglie e degli Operatori - Firenze 1994, a cura di Vladimir Hudolin, Guido Guidoni, Paolo E.Dimauro -Arcat Toscana
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