Il tema di
questa Conferenza è particolarmente importante perché mette
l’accento su una complicità micidiale: quella della società con il
consumo dell’alcol.
Perché
l’opinione pubblica così pronta ad infiammarsi, spesso a ragione,
talvolta esageratamente, contro tutti gli attentati alla salute, si
inquieta così poco quando settimana dopo settimana decine di migliaia
di bambini e adolescenti muoiono a causa dell’alcol, (più di 57.000
ogni anno nella Regione europea)?
Perché
l’alcol, il cui consumo tra i giovani si affianca sempre più
all’uso di droghe, è considerato quasi dovunque come un prodotto di
consumo corrente tanto da essere venduto e pubblicizzato?
Come spiegare
che i pochi studi sugli effetti positivi dell’alcol sulla salute
ricevono una vasta eco, mentre tutti gli altri che mettono in evidenza i
suoi danni passano spesso sotto silenzio?
Chi per
esempio è al corrente del fatto che in Europa un decesso su quattro tra
i ragazzi tra i 15 e 29 anni è dovuto all’alcol?
Perché si
continua a lasciar credere che ci sono due tipi di consumi totalmente
distinti ed opposti. Quello buono, che provoca piacere e convivialità.
L’altro, quello cattivo che conduce all’alcolismo. Oggi si sa molto
bene che il confine tra un consumo moderato ed un consumo eccessivo è
estremamente labile e che il passaggio dal primo al secondo è frequente
e nascosto.
Se non è il
caso di difendere la proibizione, che ha dimostrato i suoi effetti
perversi e la sua inefficacia, almeno si può e si deve dire tutta la
verità e adottare le misure di prevenzione, di precauzione e di
protezione che si impongono di fronte ad un fattore di
rischio di tale ampiezza. All’alcol si attribuisce nella
Regione europea il 10% del carico di malattie.
L’alcol
uccide brutalmente negli incidenti, nella violenza e nei suicidi che
provoca. Uccide inoltre lentamente con le degradazioni fisiche, mentali
e sociali che comporta.
Il suo peso
economico è incontestabile, ma questo da il diritto alla industria
dell’alcol e alle sue lobbies di fare e dire ciò che vogliono?.
L’esempio della promozione dell’alcol nello sport che arriva al
punto di oscurare il nome stesso dello sport a vantaggio di quello del
marchio del prodotto ne è una eccellente dimostrazione.
E’ vero che
l’alcol è nello stesso tempo un fattore di deterioramento della
salute ed un sintomo di malessere sociale. Questa dualità non deve
servire da scusa per atteggiamenti passivi che proclamano: la società
va male, aspettiamo che vada meglio, l’alcolismo sparirà da solo.
E’ per
questo che proprio cinque anni fa noi abbiamo organizzato la Conferenza
di Parigi sull’alcol e la società con l’ambizione di rilanciare la
lotta contro l’alcolismo nelle politiche di salute e nei programmi di
salute pubblica ad ogni livello. Una Carta Europea é stata adottata.
Uno dei suoi principi é di attualità per la nostra Conferenza:
“…dare
il diritto a i bambini e agli adolescenti di crescere in una situazione
protetta dalle conseguenze nefaste del consumo d’alcol e se possibile della sua promozione.”
Durante
questi ultimi cinque anni si sono registrati numerosi sviluppi in tema
di alcol nella Regione europea. Sul piano anedottico bisogno annotare lo
smacco dell’industria dell’alcol nel suo tentativo poco onorevole di
usurpare a suo vantaggio la Carta di Parigi manipolandone il contenuto.
In modo più
serio, noi abbiamo potuto constatare le difficoltà di sviluppo delle
politiche di lotta contro l’alcolismo nella Regione. Gli sviluppi sono
contrastati. Nella metà dei paesi il consumo d’alcol è leggermente
diminuito. Nell’altra metà aumenta. Fatto positivo: gli incidenti
legati all’alcol sembrano diminuire dappertutto.
Questa
Conferenza cinque anni dopo Parigi si propone una grande partecipazione.
L’abbiamo preparata insieme ai giovani e li abbiamo invitati ad unirsi
a noi. Sono convinto che parteciperanno numerosi.
Questa
Conferenza è anche una riunione scientifica. Una seduta plenaria è
dedicata alle prove scientifiche degli effetti dell’alcol sulla salute dei giovani e sugli aspetti economici del
mercato dell’alcol.
D’altra
parte, i risultati di uno studio sui pericoli sociali del consumo
d’alcol saranno presentati durante la Conferenza. Avete nella vostra
documentazione il libro dedicato all’argomento.
Infine, a
partire dal 29 febbraio, in seguito alla
nostra Conferenza, sarà attuato un sistema di informazione e di
osservazione europea sui dati relativi al consumo e alle politiche di
lotta contro l’alcolismo.
Per terminare
vorrei ringraziare coloro che hanno organizzato con noi questa
Conferenza, in particolare il Governo della Svezia, la Commissione
Europea e molti paesi della Regione.