I Club degli Alcolisti in Trattamento (CAT) rappresentano oggi in Italia il
modello più diffuso d’intervento sull’alcolismo e sugli altri problemi
alcolcorrelati. Questa metodologia è stata sviluppata dal Prof. Vladimir
Hudolin, che già nel 1964 cominciò ad organizzare programmi sia ospedalieri
sia ambulatoriali che si articolavano con piccoli gruppi d’alcolisti nel
territorio della città di Zagabria che chiamò Club degli Alcolisti in
Trattamento e che poi si diffusero capillarmente a livello territoriale in tutta
la ex-Jugoslavia. Basti pensare che prima che scoppiasse la guerra civile nel
1992 nella sola Croazia esistevano più di 1200 CAT.
L'aspetto
rivoluzionario dell'approccio del Prof.Vladimir Hudolin derivò dal fatto che
non si occupava solo dell'alcolismo di poche persone ma del bere di tutti.
Attraverso le settimane di formazione infatti il Prof.Hudolin non solo
forniva la metodologia di trattamento degli alcolisti e delle loro famiglie
ma soprattutto metteva in discussione la nostra "cultura del bere"
proponendo il suo modello che negli anni era andato definendosi come "l'approccio
ecologico-sociale
ai problemi alcolcorrelati e complessi".
Questo modello
interpreta l'alcolismo e gli altri problemi alcolcorrelati nè come un
"vizio" nè come una malattia ma come un comportamento, uno stile di vita
determinato da molteplici fattori interni che esterni alla persona tra i
quali particolare importanza riveste la famiglia e la cultura generale e
sanitaria della comunità dove le persone vivono e lavorano. L'accento veniva
così spostato dall'alcolismo al bere.
Una tappa molto
importante per lo sviluppo di questa metodologia fu però sicuramente la
fondazione del primo Club in Italia nel 1979: è stato infatti nel nostro
paese che l’approccio del Prof. Hudolin ha conosciuto il suo massimo
sviluppo. Alcuni dati possono riassumere quanto
realizzato in questi 20 anni di attività:
- In Italia esistono
oggi oltre 2.300 CAT presenti in tutte le regioni e maggiormente sviluppati
in quelle del nord-est, dove il movimento è cominciato.
- I risultati,
misurati sull’astinenza degli alcolisti frequentanti, riportano una
percentuale di successo tra il 73% ed il 91%.
- Nei suoi diciassette
anni d’attività il Prof. Hudolin ha formato più di 10.000 operatori che non
solo svolgono le mansioni di "servitori" nel club ma costituiscono la gran
parte degli operatori dei
centri alcologici a livello del sistema sanitario pubblico.
- Dal 1980 in Italia
il consumo medio pro-capite annuo di alcol anidro è diminuito del 34%, molto
di più di quanto indicato dall'OMS nel "target 17" del progetto "Salute per
tutti entro l'anno 2000". A livello internazionale alcuni ricercatori hanno
parlato del "paradosso italiano" in quanto questa importante
diminuzione si è realizzata senza alcuna specifica politica di sanità
pubblica, differentemente da molti altri paesi che non hanno ottenuto
risultati così importanti nonostante avessero investito notevoli risorse.
Naturalmente la spiegazione di un fenomeno così complesso non può risultare
univoca e certa ma è interessante notare che il grafico mostra un ribasso
costante proprio a partire dall'anno 1980.
- In molte aree il
lavoro dei programmi territoriali per i problemi alcolcorrelati e
complessi ha coinvolto più del 1% della popolazione, raggiungendo così quel
livello indicato dal Prof. Hudolin come sufficiente per un reale cambiamento
nella cultura generale e sanitaria di una comunità.
- Ad oggi la raccolta
bibliografica di quanto pubblicato in Italia sull’approccio
ecologico-sociale, aggiornata periodicamente dal dott. Michele Sforzina per
la rivista "Camminando Insieme" (la rivista ufficiale dell’Associazione
Italiana dei Club degli Alcolisti in Trattamento) raccoglie più di 3.000
voci, di cui più di 50 sono volumi.
- L’estrema
semplicità e praticità di quest’approccio ha fatto si che dall’Italia i Club
si diffondessero in molti altri paesi sia europei che extraeuropei perciò
oggi i CAT sono presenti in Albania, Bolivia, Brasile, Cile, Danimarca,
Equador, Grecia, Norvegia, Nuova Zelanda, Russia, Romania, Slovacchia,
Slovenia, Spagna e Svizzera. Dopo la guerra civile una rinascita si è anche
osservata nei paesi dell’ex-Jugoslavia ed oggi sono attivi alcune centinaia
di CAT in Croazia ed un numero molto minore in Bosnia-Erzegovina, Macedonia,
Montenegro e Serbia.
Bibliografia di Vladimir Hudolin